Articoli, Possibilità

Nella società liquida quale atto che resta. Quando l’avvocato Carnelutti spiegava a suo modo il mistero della preferenza di Gesù per Maria di Magdala.

In tempi caldi di fretta e aggressività crescente  é bello ricordare come uno dei più grandi avvocati del 900, Francesco Carnelutti, negli anni Cinquanta, all’isola di San Giorgio a Venezia spiegava ai colleghi del tempo le figure evangeliche, con un insegnamento che,  al di là di ogni possibile professione di fede,  costituisce ancora oggi un raro invito ad una speranza che custodisca i più alti slanci ideali nelle  persone. Con la possibilità di trovare l’atto i cui effetti permangono nel tempo, l’azione che resta.
Le conversazioni venivano poi raccolte nel suo libro Figure del Vangelo Colloqui di Francesco Carnelutti.  Il grande processualista dedicava un capitolo anche a  Maria Maddalena, la prima persona a cui sarebbe apparso il risorto. Su Maria Maddalena si è incentrato di recente il Codice da Vinci, libro che, come è stato scritto autorevolmente dai massimi studiosi, rovescia malignamente gli eventi dell’Ultima Cena ritratta da Leonardo. Qui sotto  Maddalena è  ritratta dal Beato Angelico
E cerca di spiegare come mai, secondo il racconto evangelico, il risorto sia apparso per primo a Maria di Magdala (Gv. 20,11). Il grande giurista motiva il particolare privilegio a Maria di Magdala in base agli elementi di cui disponeva in quel tempo e, in particolare, in base alla tradizionale sovrapposizione tra 
1 Maria di Magdala alla quale appare il risorto,
2 Maria di Betania, colei che aveva unto i piedi di Gesù con un prezioso profumo asciugandoli con i suoi capelli (Gv. 12,1-8), e
3  un’altra donna peccatrice che aveva lavato i piedi con le sue lacrime poi asciugandoli con i capelli (Lc.7,36-50)
Opinioni autorevoli  ritengono infatti le tre Marie ancora una stessa persona. Ecco la commovente spiegazione di Carnelutti  Qui il link alle pagine decisive e alla pagina finale del capitolo del grande avvocato.
In sostanza, secondo Carnelutti,  Gesù nella sua prima manifestazione da risorto ritrasmette a Maria quel dono che mai prima Gesù stesso aveva ricevuto  in un modo così disinteressato, incondizionato e controcorrente,  proprio dalla peccatrice e da Maria di Betania (fatte coincidere) : “se non mi sbaglio Maria è stata la sola che ha dato al Signore senza chiedere nulla” (p. 94 del libro)
La spiegazione di Carnelutti è suggestiva. Oggi però sembra superata dai recenti studi che tendono a diversificare le tre figure: Maria di Betania e la peccatrice in lacrime sarebbero storicamente diverse dalla Maria di Magdala che peraltro da ossessa era stata miracolata da Gesù. Poi Maria Maddalena lo aveva seguito,  con le altre donne, fino alla crocifissione.
Tuttavia forse c’è la possibilità di mantenere viva la sostanza della suggestiva spiegazione del grande giurista friulano. Secondo il filosofo Jean Guitton ogni atto di amore vero  resta  impresso da qualche parte nell’universo. Così i grande gesti di queste donne che, scandalizzando Giuda e i presenti, hanno rispettivamente  con le lacrime lavato e con il profumo prezioso unto i piedi di Gesù hanno avuto un irresistibile   seguito: si sono trasmessi come predilezione nella prima manifestazione del risorto all’altra Maria di Magdala. La prima a«cui molto è stato perdonato perché molto ha amato» peraltro aveva già ricevuto proprio nel perdono insperato la sua ricompensa. Maria di Betania allo stesso modo aveva raggiunto una particolare comunione spirituale che si era mostrata anche più forte della morte del fratello Lazzaro.
La spiegazione di Carnelutti (la predilezione del risorto per “chi dà al Signore senza chiedere nulla“) può essere ancora sostenuta senza entrare nel merito della credibilità di questi racconti,  anche restando solo a livello letterario. Si può  infatti ricordare la staffetta d’amore  che domina la Divina Commedia del “fedele d’amore” Dante Alighieri: atti di amore si trasmettono come in una staffetta da Maria a Lucia, da Lucia  a Beatrice fino a Dante. La preferenza verso Maria di Magdala potrebbe essere spiegata in modo analogo: con  una staffetta d’amore: dal Nazareno a  Maria di Betania, alla peccatrice che tra le lacrime si è sentita per la prima volta amata e quindi non ha potuto trattenersi dal lavare i piedi di Gesù e asciugarli con i suoi capelli, infine da Gesù risorto a Maria di Magdala.  Gli atti di amore incondizionati fatti da  colei che aveva lavato con le lacrime o  aveva unto, con il profumo,  i piedi di Gesù non potevano fermarsi  ma si sono trasmessi in  un ulteriore atto di amore capace di sconfiggere ogni confusione, ansia e paura: la prima manifestazione, sempre controcorrente, d’un uomo risorto dai morti. Mi pare interessante rilevare che  Maria Maddalena non si era allontanata dal Maestro al tempo della sconfitta: era rimasta vicino a Gesù crocifisso e deposto, sempre in zona, sulla soglia. Senza arrendersi alla violenza brutale, all’abbandono che aveva coinvolto tutti. L’amore vero è più forte della morte.
Applicazioni: il valore di certi atteggiamenti, non appaganti a breve termine ma resistenti oltre ogni aspettativa, ci può aiutare a ripensare  l’affermazione dello stesso Carnelutti nel suo libro testamento:  “all’avvocatura io debbo la sfiducia nel giudizio, o la sfiducia nel diritto… insomma la sfiducia nel pensiero… ma insieme la fiducia nell’amore” (Francesco Carnelutti in Vita di avvocato). L’atteggiamento e l’atto che non va perso, quello che non finirà mai (cfr. 1 Corinzi 13,8).La frase di Carnelutti è ripresa nella sua interezza anche qui 
(N.B. bozza di post ancora da rivedere, per chi vuole discutere a riguardo scrivete a paraballo@gmail.com)
giorni di memoria: per decreto recente di papa Francesco il giorno  22 luglio dedicato S.Maria di Magdala è stato elevato a giorno di festa per ricordare questo  “esempio e modello per ogni donna nella Chiesa”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *