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Sentirsi vivo tra Ultimo(1) e i classici: Dante, Capograssi e il filosofo De Chardin

“… cerco solo un motivo

Per sentirmi vivo e non è semplice

So quanto pesano in te quelle paure lontane

Meriti anche tu un posto da visitare”

Ci sono queste frasi fluide dentro l’enorme  successo di Ultimo, il  giovanissimo cantautore italiano. Queste parole fluide collocate dentro una musica originale e accattivante ispirano gli ascoltatori. E spiegano l’atmosfera quasi mistica del suo concerto. Può essere l’occasione per cercare di capire cosa muove e anima le nuove generazioni

 

 

 

https://youtu.be/iAEPBGJbavo

Quando ci sono canzoni con una presa immediata e resistente, qui specie nella versione avvolgente dal vivo, la musica diventa portavoce di un messaggio che ti aspetta  “in un ponte che è sospeso in alto, tra la luce delle stelle e sto dannato inferno”(cit da Pianeti, uno dei primi grandi successi di Ultimo). Avevo  già  sperimentato questo abbinamento tra parole di un certo significato (di cui era  inconsapevole l’autore) e una musica dirompente con grandi della canzone rock come  i Queen

Qui emerge  l’esigenza, il  bisogno di sentirsi vivi.

Ricorda una straordinaria frase di Howard Thurman:”Non chiedere a Dio quel che lui vuole da te. Domandati piuttosto che cosa ti fa sentire vivo”.

La frase ispirò anche uno dei più interessante discepoli del mio amico, il grande antropologo René Girard. Si trattava di un altro amico californiano,  Gil Bailie che  andó dal mistico Howard Thurman a chiedere consiglio. Si tratta di una ispirazione contro ogni meccanicismo. Sentirsi vivi, ovviamente d’ispirazione va calibrata con il criterio che si trova benissimo spesso in Dante “temer si dee  solo quelle cose che fanno l’altrui male”. Bisogna aver timore solo di quello che fa male agli altri. A contrario dal grande verso del più grande poeta di tutti i tempi (messo da Dante sulla bocca di Beatrice, la donna che rende beati) si ricava, dentro la passione, la propria missione. il significato nelle cose si realizza quando si realizza qualcosa di buono per gli altri, specialmente quello che altri non hanno ancora fatto o non ne sono capaci o appassionati. Come scriveva il grande giurista Capograssi “la vita non c’è. bisogna farsela. Ma deve essere creata come bontá. Questa la parola cristiana”.

E se bontà cristiana è una parola grossa e sembra una espressione confessionale non lo è il sacrosanto divieto latino: il  principio latino Neminem ledere. Per dargli pienezza performativa possiamo rovesciarlo: ama il prossimo come te stesso,  con il tuo talento.

 

 

Ricordo le parole che il grande poeta D’Annunzio fissava sul Vittoriale: “io ho quel che ho donato”Vitt Con le dovute proporzioni, come Dante si collocava dentro la precisa struttura linguistica dell’endecasillabo e la tradizione del suo tempo, così ,  Ultimo si colloca  dentro il difficilissimo equilibrio, l’impossibile nuova armonia che  crea per 3 minuti e, in particolare per almeno 1 minuto. Dentro la passione, ma rispettando il principio. Il principio è  fondamento che si trasmette e si può oggettivare nell’oggetto del nostro lavoro. Lí si può trovare la propria missione. Il musicista consente di “rinnovare l’oggetto” dell’attenzione degli altri (G. Fornari)

 

E quindi più che contrappunto tra la volontà di Dio e sentirsi vivo c’è un sentirsi vivo dentro il divino (entusiasmo significa proprio Dio dentro), con il divino che, a qualunque appartenenza confessionale uno si senta di aderire, comunque tenda a realizzare il bene proprio e quello comune. Quello che manca (cfr S.Covey L’ottava regola. Qui una comoda sintesi https://www.youtube.com/watch?v=QY-k6rRF8Eo).

 

Applicazioni per il giurista: come “sentirsi vivo” da giurista?: vedere di assistere una attività innovativa,  di utilità sociale, e  realizzare la difesa con passione… può essere anche un caso ordinario, difeso con amore.  Come  si crea  “un posto da visitare”? Da un lato è bene avere un posto per distaccarsi nonostante  le afflizioni: può essere un viaggio, un luogo materiale o mentale da cui per unire i puntini luminosi dentro la propria vita. Dall’altro lato occorre un grande assetto organizzativo per attaccarsi: nel modo più semplice può aiutare avere un foglio protocollo dove appoggiare l’essenziale che è guida cartacea della vertenza, oppure un file che si può tenere nel computer o anche sulla nuvola. In sintesi si potrebbe ricordare una famosa espressione di un visionario filosofo e scienziato : “Staccarsi per poi attaccarsi” (Teilhard De Chardin).

 

 

NB: il post cerca una via di comprensione con un insolito collegamento tra un oggetto di passione giovanile  e quello che costituisce la nostra cultura

L’immagine in evidenza è tratta da https://www.imgrum.pw/media/1873872273141239652

giorno: 5 novembre S.Guido Maria Conforti, uno dei fondatori dei missionari saveriani

 

 

 

 

 

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