Contro l’avvocato del diavolo l’ammonimento di Ilario di Poitiers
(aggiornam. del 14 gennaio 2026) L’immagine e le parole di Jim Cavieziel, il noto attore di The Passion of Christ, messa in scena Mel Gibson, ci richiamano alla lotta interiore che implica anche, in certi casi, una difesa esteriore. Il riferimento alla forza del Salvatore è politicamente scorretto ma penso che chiunque possa avvertire che nel cambiamento d’epoca che stiamo vivendo non è stato solo il virus a molestarci, c’è molto altro che ci insidia. E bisogna avere riferimenti e fondamenti molto forti per resistervi. E chi non vorrà avere riferimenti storia, appartenenza così scomodi e, apparentemente, così deboli, dovrà cercare qualcosa di spirituale altrettanto solido davanti ai propri limiti. Ci saranno valori, linee etiche, entusiasmi a breve, medio e lungo termine ma c’è il rischio, alla lunga, di camminare in tondo. Un concetto giuridico rilevante va ricordato in campo contrattuale ed è causa di annullabilità del contratto: il dolo, l’inganno cioè il comportamento fatto di raggiri che nega la verità ed è molto pericoloso perché nelle relazioni prospetta vantaggi a breve termine. Ed è estremamente difficile dar torto a a situazioni apparenti quando ti danno ragione per molti aspetti.
Ci ammonisce Ilario di Poitiers:

“Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita)… ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro” (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo, 5)
L’esperienza di Ilario è fondata su un preciso riferimento nelle Sacre Scritture: Proverbi 23, 1-14. Il rischio, al di là della fede confessionale, è fondato: si rischia di essere schiavi. Si rischia di non difendere più persone ma di contribuire a fare vittime, a cominciare da sé stessi. Bisogna avere lucidità sufficiente per distinguere quello che veramente di buono vogliamo trasmettere. Ed essere pronti a lottare, fino al martirio, fino ad una visione ed una esperienza resistente, controcorrente come insegna un grande comunicatore contemporaneo:
Giorni: 13 gennaio S.Ilario, Dottore della Chiesa

Un videoclip tratto dal film L’avvocato del diavolo, con Keanu Reeves protagonista, ci illumina su cosa ci può minacciare, in assenza di adeguati freni e guide secondo una saggezza superiore. Si comprende come si comanda l’avvocato del diavolo: con il vizio più accessibile e simpatico perché si serve del lato estetico e lo sgancia dal servizio…
Recita l’originale sottotitolo del film: «il male ha le sue vie vincenti», specie a breve termine. Teniamo presente che il bene sa distinguere e, lottando, può anche rovesciare una forza mal diretta in una direzione migliore. Uno dei modi suggeriti da Jim Cavieziel in un altro film è di raccontare la verità: nella sigla finale del film denuncia contro il rapimento e lo sfruttamento sessuale dei bambini:
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