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Come aspettava il Natale Giuseppe Capograssi 100 anni fa…

la fiducia di Carnelutti

(aggiornamento 19 dicembre 2021)

 

Come aspettava il Natale il grande giurista Giuseppe Capograssi 100 anni fa? Vediamo cosa scriveva alla fidanzata il 22 dicembre del 1919

Capograssi mostra molto realismo: constata” i tempi del ritorno barbarico… un profondo squilibrio, una disarmonia interiore immensa… un mareggiare oceanico di passioni… che non riescono a trovare il loro assetto e appagamento”

Eppure Capograssi mantiene una certa speranza. Non è una speranza campata per aria ma nasce da almeno cinque    constatazioni:

1 Oltre i limiti violati potrebbe esserci  “la necessità di un ritorno allo stato elementare dell’umanità, quando per lo meno le passioni sono sincere e le indoli sono schiette”. Come nell’antropologo Girard che richiama la parabola del Figliol prodigo c’è l’idea che l’umanità possa rendersi consapevole che, dopo aver violato certi limiti, ci sia un  deserto senza significato e lo status quo ante con i suoi principi e qualche divieto sia preferibile all’attuale  delirio di onnipotenza. E  da lì possa ripartire.

2 In natura  “quando la notte è fatta allora le stelle eterne si mostrano agli occhi degli uomini…

3 Così accade nella storia”. E Capograssi aveva visto l’Italia sollevarsi da Caporetto

4 Capograssi aveva imparato da Dante l’arte di vedere e sperare: 

"un privilegio delle persone di alto spirito di rendere alte e piene di profondo significato,
 tutte le cose che toccano, e tutte le idee che meditano.. viceversa una disgrazia delle persone volgari,  di ridurre a banalità. trivialità, volgarità ...tutte le cose che toccano, e tutte le idee alle quali si accostano....
Una pupilla adusata a ai sereni e profondi spettacoli della natura e dello spirito, 
anche in mezzo alla volgarità non vedrà la volgarità, e riuscirà ad estrarre dalla volgarità, 
quella piccola favilla di luce e di vita che vi è dentro, e vi arde benché soffocata. 
Uno spirito ristretto non avverte che la piccola lotta personale e passionale della superficie, 
mentre Dante vede nel tumulto tragico della storia, il tragico e sereno formarsi di una civiltà superiore..."
 (Capograssi a Giulia 24.I. 1920)

Insomma in Capograssi c’è  una  consapevolezza e una speranza speciale, un’attesa fondata di chi  sente veramente il bisogno e la possibilità che il suo tempo, come il nostro, sia  visitato dal Divino. Il Natale è un evento anche storico  di cui si fa memoria ma, secondo Capograssi e i migliori interpreti,   continua ad accadere, dentro il tumulto e nonostante le volgarità. 

C’è un attesa anche per Carnelutti: stando vicino all’ombra attende e trova la luce: “L’anima di un avvocato assomiglia ad una terra arata affinché vi germogli quel seme… Il giudice alto sul suo stallo, guarda colui che deve giudicare da lontano. L’avvocato, collocato in basso, accanto a lui, lo guarda da vicino. Né si può stare vicino ad uno sciagurato, senza vivere, molto o poco, la sua sciagura… all’avvocatura io debbo la sfiducia nel giudizio, o la sfiducia nel diritto… insomma la sfiducia nel pensiero… ma insieme la fiducia nell’amore” (Francesco Carnelutti in Vita di avvocato p.7)

5 Per chi sa attendere e guardare arriva l’alba, una realtà nuovamente illuminata.  Capograssi nella lettera del 21 dicembre 1921 decanta questa bellezza del primo mattino: Giuseppe non può vedere  l’alba in terre  di Abruzzi, “meravigliosa di freschezza e splendore, sui monti bianchi di neve”,  ma contempla l’alba romana   dove le cupole ” sembra che abbiano perduta la loro apparenza materiale e terrestre , e siano divenute dipinte dalle mani dell’alba, cioè divenute e salite alle loro espressioni ideali”.

Per i giuristi: dentro la complessità delle procedure e le difficoltà per l’assenza di gerarchie e rispetto la consapevolezza di una visione propositiva è sempre possibile. Nel tempo dell’Avvento e in ogni attesa si possono anche far propri importanti suggerimenti dello stesso Capograssi e di altri importanti scrittori:  qui sotto, con un video ed un audio veramente coinvolgenti:

Ritrovare il “qui e ora” nel “mentre”, nel tempo dell’attesa:

giorni: prima del Natale

Stato: bozza

Foto in apertura dal sito di Giancarlo Colombini

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