Possibilità

9 Il diritto di attendere: come ritrovare qui e ora il tempo dell’attesa: anche con Jeremy Irons, il giurista Capograssi(n.3)e Jeff Goins

L’ironia è che quando pensiamo di essere (inutilmente) in attesa proprio in quel momento  stiamo crescendo di più (Jeff Goins, In & between)

Il diritto al tempo dell’Avvento: attese creative, anche nell’esperienza giuridica

Per chi è abituato ad avere risposte immediate da internet il periodo di attesa di un dato evento sembra tempo perso. In realtà questo  tempo si può recuperare e gustarlo al meglio.   Vediamo come. Insieme a un grande giurista del secolo scorso, Giuseppe Capograssi, al grande attore Jeremy Irons e  al giovane scrittore contemporaneo (Jeff Goins) .

Scrive Capograssi alla fidanzata :  …e così sto lavorando molto Giulia mia.. Molto sto facendo, molto sto rivedendo, molto sto rielaborando, e il lavoro esce, il lavoro si forma, si plasma, piglia una forma vitale prende una forma di bontà e di bellezza, prende una fisionomia vitale e umana….Il mio lavoro si forma, si piega, talvolta si spezza, talvolta si cangia, talvolta si colora, ma si empie di di un’anima profonda e solenne (lettera n. 501 del 8.IV.1920 in Pensieri a Giulia).

Il lavoro, l’atto giudiziario, l’articolo non è finito ma per Capograssi c’è già prima del risultato finale una presenza illuminante che  anima mentre ci si applica. Mentre si  lavora per finire un atto giuridico (o un altro lavoro) o si attende un treno già si affaccia una presenza nascente. Succede come quando ci accorgiamo della bellezza dello sbocciare di un fiore che le nuove tecnologie riescono a cogliere, la bellezza c’è anche prima, nel corso del procedimento di  formazione del risultato finale: https://www.youtube.com/watch?v=iiYm11yWQXo

In una della campagne pubblicitarie meglio riuscite Jeremy Irons affermava “Forse eri troppo preoccupato alla destinazione. Una volta tanto prova a goderti il tragitto”Qui .Chi vuol riflettere  può trovare un fenomeno analogo nel tempo dell’Avvento. Prima della festa che ricorda l’ evento che ha segnato il tempo (avanti e dopo Cristo) già una scia stellare di significato può illuminare la nostra vita. Se l’Infinito entra nel finito, si incarna a piccoli passi. Anche prima dell’evento c’è una dinamica importante che costituisce parte dell’evento. Come per una vita nascente.  Allora come i magi possiamo riconoscere i  segni di una  presenza che attraversa la nostra notte e la orienta. Il significato dell’evento è già, almeno in parte, disponibile.  Come, analogamente,  l’attesa del piacere è anch’essa un piacere (G. Lessing). Quando si tratta di un giusto piacere. Nella notte del non finito possiamo riconoscere la sagoma di una presenza che ci guida e ci forma quando meno lo pensiamo, durante l’attesa. Impariamo ad attendere ed a imparare nell’attesa: presa con il giusto spirito l’attesa è il tempo massimo della nostra formazione e già condivide la luce dell’evento. Lo mostra magnificamente questo video di Jeff Goins (di cui si possono attivare  sottotitoli e  traduzione in italiano).

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