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12 La responsabilità di giudicare, un inatteso, cruciale, criterio difeso dal grande giurista Calamandrei

Non è che i problemi non hanno soluzione, il problema è che la soluzione ha la forma della croce (J.Guitton)

È molto difficile giudicare perché è molto difficile avere un criterio di riferimento valido in varie situazioni. Spesso si è disorientati anche nel valutare la nostra situazione, dentro la frenesia moderna ed elevate aspettative. In molti casi si è ricorso al criterio di difesa della dignità persona. Eppure questo criterio è stato talmente utilizzato che nel momento in cui lo si nomina vengono in mente le infinite astrazioni e ipocrisie e non il suo effettivo valore. Per questo si arriva al punto in cui è necessario avere un criterio concreto e capace di rivelare ogni ipocrisia. Un grande giurista del secolo scorso, Piero Calamandrei, partigiano, politico, ne individua uno inatteso:

Piero Calamandrei: «Non disdice all’austerità delle aule giudiziarie il Crocifisso: soltanto non vorrei che fosse collocato, come è, dietro le spalle dei giudici. In questo modo può vederlo soltanto il giudicabile, il quale, guardando in faccia i giudici, vorrebbe aver fede nella loro giustizia; ma poi, scorgendo dietro a loro, sulla parete di fondo, il simbolo doloroso dell’errore giudiziario, è portato a credere che esso lo ammonisca a lasciare ogni speranza: simbolo non di fede ma di disperazione. Quasi si direbbe che sia stato lascia­to lì, dietro le spalle dei giudici, apposta per impedire che lo vedano: e invece si vorrebbe che fosse collocato proprio in fac­cia a loro, ben visibile nella parete di fronte, perché lo conside­rassero con umiltà mentre giudicano, e non dimenticassero mai che incombe su di loro il terribile pericolo di condannare un innocente» (Elogio dei giudici scritto da un avvocato, IV ed., Firenze, 1959 [rist. Milano, Ponte alle Grazie, 2003], p. 319)*

 

 

 

 

Solo dal riconoscimento di un torto subìto si può partire verso la riscoperta del diritto. Come ha scritto nel suo libro Rights from wrongs anche Alain Dershowitz, il famoso avvocato protagonista del film Il mistero Von Bulow. L’ombra dell’ingiustizia subita dalla vittima innocente indica nuovamente una luce e questa ci appare come risorta. “La giustizia violata brilla di una luce insolita”(A.Rosmini).  Umbra monstrat lucem. Come nei dipinti del pittore contemporaneo  William Congdon: crocifissioni vulcaniche in cui si prefigura anche la resurrezione.

 

Hanno sviluppato magistrali riflessioni sul tema della vittima innocente l’antropologo Renè Girard e il filosofo Giuseppe Fornari.

Ci sono stati significativi riconoscimenti anche da Natalia Ginzburg in un famoso articolo sull’Unità e dal grande antropologo Levi Strauss:
“Abbiamo scoperto che quando la storia addensa le sue tempeste e ci interpella sulle questioni ultime allora la nostra risposta, la verità che decide di cosa siamo, non può essere che nel segno di quella croce sulla quale, duemila anni fa fu inchiodato un ebreo che diceva di essere figlio del Dio di Abramo”(Levi Strauss citato da Ernesto Galli della Loggia).

*Ho dedicato a Calamandrei una pagina nell’antologia contenuta nella speciale agenda creata per il  2017.

Un’applicazione particolare del criterio della Croce può portare a soluzioni paradossali ma capaci di dare un contributo alle persone. Qui uno straordinario film che consiglio di vedere, qui il trailer per le persone di fretta

Per  lo ha già visto  vuole approfondire i suoi significati è possibile in breve tempo riviverlo ( attivando sottotitoli in inglese e poi, volendo, la traduzione:

qui una recensione italiana in cui si sottolinea come il film prende il sopravvento sul regista:

La battaglia di Hacksaw Ridge, di Mel Gibson

ma forse il recensore dimentica la forza della fede che accomuna Gibson e il protagonista del film.

Applicazioni: ogni volta che c’è da decidere…

temi: Guitton, Giudizio, Calamandrei, Girard, Fornari, Ginzburg, Levi Strauss, agenda speciale

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