Articoli, Possibilità

A quale santa votarsi… quella delle cause perse…

con Yves Klein e George Clooney

Luke Skywalker: Tu vuoi l’impossibile! [Yoda riesce a tirare fuori la navetta] Non posso crederci!
Yoda: Ecco perché hai fallito.
(dal film Guerre Stellari – L’Impero colpisce ancora)

(agg. 9.08.2022) Un’altra santa a cui guardare nelle difficoltà è Santa Rita. Vale  per i giuristi ( che hanno comunque un loro santo patrono)  ma non solo.

Si richiama spesso, anche tra gli avvocati,  S.Rita. Lo si fa con una certa ironia, davanti a cause impossibili, quelle  di cui sarebbe  bene valutare bene prima se assumere una forma di patrocinio, se ha una qualche utilità (da evidenziare e probabilmente da rifiutare per evitare rischi di essere citati in giudizio) e i rischi sono molto bassi (da valutare il tempo che, comunque che per essere ben speso,  deve almeno essere sovrastato dai alti valori in gioco, non solo patrimoniali).  S. Rita è in effetti la santa delle cause impossibili o  perse anche se, in genere,  il senso dell’appellativo è meno giudiziario e più spirituale. Su cosa voglia dire spirituale si ha in genere le idee, confuse, S. Rita ne evidenzia aspetti importanti, la carità ed il rifiuto della vendetta. Precisamente si parla della santa dei casi impossibili in quanto ha curato  gli appestati senza venirne contagiata. Qui il link del monastero.

La Santa umbra  (moglie, madre e suora) ha vari spunti importanti, anche per i giuristi, al di là della fede, dentro la giustizia. Si racconta che Rita, dopo aver subito l’assassinio del marito,  considerò più importante per i figli la salvezza dell’anima che del corpo esprimendo il desiderio che loro morissero piuttosto che si macchiassero di un peccato (la vendetta) che le sembrava irreversibile nei suoi effetti. Questo può sembrare urtante e politicamente scorretto. Eppure anche molti comunicatori oggi come il giurista e psicoterapeuta Scardovelli, come il videomaker Saverio Valenti su youtube, a prescindere dalla fede, ritengono determinante la prevalenza dell’anima sull’ego. Appare problematico definire l’anima  ma in genere  la si collega al buon desiderio che ci anima e  cerca di dare un contributo al mondo, senza offenderlo. Questo è in conformità ai due principi del giurista  Ulpiano:  Honeste vivere e neminem ledere.

Santa Rita è particolarmente interessante, sul piano dell’esempio,  nel suo ruolo di pacificatrice tra fazioni rivali. Questo dovrebbe essere il ruolo odierno dei migliori avvocati nell’ottica di una giustizia preventiva (cfr tra gli avvocati che hanno scritto sul tema l’avv. Marco Bernabè del foro di Vicenza) e dialogica (cfr. l’avv. Federico Reggio del foro di Verona). Questo ruolo importante è stato magistralmente sottolineato da Agostino

Bisognerebbe disinnescare le bombe prima, allora è più facile. Ma anche quando è iniziata la guerra,  si può, riconoscendo le ragioni di ognuno, cercare, operativamente, le vie di una pace impossibile.

Uno dei migliori film del 1997  (thriller d’avventura) ha questo stesso nome: The Peacemaker con George Clooney e Nicole Kidman. E in una scena fondamentale mentre i protagonisti cercano di disinnescare una bomba è centrale, sullo sfondo, il crocefisso https://www.youtube.com/watch?v=d5jxXkpstv4

All’inizio e al  minuto 1 e 35

Si dirà che è solo sapiente sceneggiatura, peraltro ottenuta al computer. Ma la migliore antropologia a cavallo tra secondo e terzo millennio ci ricorda come la croce con la sua rivelazione della violenza umana  può aiutare a disinnescarla, anche nell’inconsapevolezza di chi ne è portavoce e portacroce.

Scrive Francesco Carnelutti: “Il giudice alto sul suo stallo, guarda colui che deve giudicare da lontano. L’avvocato, collocato in basso, accanto a lui, lo guarda da vicino. Né si può stare vicino ad uno sciagurato, senza vivere, molto o poco, la sua sciagura… “( in Vita di avvocato). ma neanche il solo abbracciare la croce basta. Scrive ancora Carnelutti: “All’avvocatura io debbo la sfiducia nel giudizio, o la sfiducia nel diritto… insomma la sfiducia nel pensiero… ma insieme la fiducia nell’amore”  (Francesco Carnelutti in Vita di avvocato). Questo implica in concreto quella grande capacità di attenzione mostrata da Clooney e Kidman in The peacemaker.

 

Questa prudenza e attenzione è quello che sembra necessario   per fermare la guerra in Ucraina del 2022.

 

Il crocifisso abbracciato con amore è  colonna fondamentale della vita di Rita. Ma lo è anche per un giurista non credente che ha preso atto della sua rilevanza nel giudizio, per evitare che sia condannata una vittima innocente: Piero Calamandrei. Ci può essere  per il giurista, nella croce,  la grazia di vedere e difendere la vittima.

Per il politici e per tutti si prospetta la volontà di disinnescare le bombe e, anche in questo modo, prendendo atto della forza del male,   operando piccoli passi possibili, tendo conto dello scacchiere strategico e degli spiragli diplomatici, agire  in senso contrario e  credere nell’amore. Come accadde durante la crisi di Cuba, qui nel link, alla fine

 

Yves Klein è uno dei più grandi artisti  contemporanei, inventore del blu Klein aveva chiesto una grazia a S.Rita.  La ricevette  e pensò di ricambiare con una scultura:

http://blogs.walkerart.org/visualarts/2011/01/27/yves-klein-and-the-patron-saint-of-lost-causes/

Addirittura Klein  ha scritto una preghiera a S.Rita: http://robedachiodi.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2009/07/klein1.jpg

Ha dedicato un trittico anche alla Trinità

 

stato del post: bozza

giorni: 22 maggio e quelli delle cause impossibili, anche nel 2022  per la pace in Ucraina e in altre zone del mondo dilaniate dalla guerra, 11 agosto(s. Domenico di Guznam, omaggio al notaio che ha rafforzato la documentazione storica su S. Rita)

per approfondimenti: qui grazie ad Andrea Lonardo

Grazie… per tutto l’aiuto che mi hai dato, infinitamente grazie… aiutami nella mia arte… ti prego perché nella mia arte, nonostante me, tutto sia di grande bellezza (Yves Kein).

Dopo aver letto l’introduzione al volume La santa degli impossibili Rita da Cascia tra devozione e arte contemporanea di Lucetta Scaraffia mi era venuto il dubbio se, contrariamente a quanto affermato nel sito ufficiale delle monache agostiniane,  santa Rita sia effettivamente esistita o sia il condensato di varie vicende  devozionali locali. Da una ricerca sul web e dopo aver consultato alcuni esperti ho potuto constatare  che invece ci sono una serie di  forti indizi  praticamente contemporanei: l’iscrizione e le immagini dipinte sulla “cassa solenne” (datata 1457), il Codex miraculorum (elenco di miracoli registrato dai notai su richiesta del comune di Cascia, preceduto da una breve biografia scritta dal notaio Domenico Angeli, anch’essa del 1457), e una tela a sei scomparti con episodi della vita (1480 circa). Poi i processi in cui è stata esaminata la sua vita erano particolarmente accurati. Rita è  quindi vicenda storica  ed  un modo esemplare in cui il mondo femminile si può interfacciare alla figura di Cristo: nel perdono ed in una vita spirituale capace di relazioni nell’amore fino al sacrificio  si possono rianimare sia una vita matrimoniale che monacale altrimenti arida.  S. Rita ha potuto trasmettere nella sua storia  l’ideale e lo spirito cristiano cristiano rendendolo più vicino e tangibile. Peraltro nella mia vita e in quella di alcuni/e amici/che ci sono stati segnali che affermano la presenza e l’efficacia  della santa.

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