Articoli, Possibilità

104.Conformismo stressante. Visioni ed esperienze autentiche che rinnovano

La strada verso l’autenticità richiede la rinuncia dell’immediato e richiede l’ascesi. Una grande vita non può raggiungere la maturità senza un grande sacrificio (Von Balthasar)

Le  cause: le 3 s dell’inganno;

Soluzioni creative  da Capograssi, Carnelutti,   Cristina Campo,  verso  le 3 s di Baltasar Gracian, con un atteggiamento migliore, nel riconoscimento e nella lotta

(aggiornamento 21 aprile  2024) 

Senza macchia cercando il piacere, limiti. Stress  La sensazione di essere immacolati, esenti da ogni colpa (qui un audio al minuto 10 e 11: un grande comunicatore indica a quale perfezione possiamo ragionevolmente aspirare https://www.youtube.com/watch?v=gbCEST-6lXE&t=1215s), è una delle cause di sofferenza maggiore ed è una delle cause di maggior discordia. Per  tanto tempo  lo stress è  in parte determinato da questa pretesa assurda di essere meglio degli altri in ogni campo ed in ogni tempo. E viene considerato come una malattia senza pensare che può anche essere determinato dalla vita di relazione, anche minata da  tendenze egoistiche. Ultimamente  sta passando anche   l’idea che ognuno abbia diritti a una pienezza di vita senza il bisogno di pazienza e  senza sacrificio. Molto si può fare per avere meno stress e vivere secondo certe preferenze ma la vita relazionale, i suoi tempi limitati, implica ad un certo punto che l’amore si provi nel sacrificio ed in tanta pazienza, non perché lo si è cercato ma per il naturale ostacolo che si trova… Quindi lo stress confonde, poi c’è anche l’idea del merito: ognuno è convinto di meritare altro… Un conoscente abile a manovrare le vite degli altri, un “burattinaio”, mi suggeriva:”ti vedrei in quel posto… (prestigioso)…”in sostanza  ” non qui… non adesso”… ma altrove, un domani… In parte può esserci qualcosa di  vero, tutti aspiriamo ad un  riconoscimento ma è anche vero che la nostra sostanza non dipende dal riconoscimento degli altri. Illudono  certe esaltazioni  a breve termine (come le 3 s: sesso, soldi, successo).  Non sono prospettiche… Non creano tracciati, interrompono spesso  dinamiche altrui, e rischiano di essere veramente  dannose. Poi ci sono stadi intermedi, problematiche anche feconde  da gestire… allora occorre cercare la giusta direzione. Ma è faticoso. Per questo a medio termine ci si scarica come si può: incolpando gli altri che diventano un capro espiatorio. Ma non dura, non ci basta, ci può appagare solo  una vita che si rinnova continuamente. Come  si mostra quando ci si concentra sulla vita di ogni giorno. Ma ci sono sbarramenti improvvisi. Per questo   si vedrà, alla fine di questi appunti, l’unica cosa che forse serve veramente.

Aristotele rilevava che “il piacere cessa proprio quando diletta di più” .

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Anche il grande giurista Capograssi diffida del mero edonismo:  il divertimento può essere, in certi casi, una forma diversificata, rallentata e  multiforme di suicidio. Certe esaltazioni sono vette che si mostrano subito dopo come precipizi (l’espressione originaria è di Seneca qui applicata sul piano dinamico). Producono vittime.
Nella tradizione cristiana esiste la persona che, a tutti i costi, ammaestrata da certe letture come mostra l’Annunciazione di Leonardo (la Parola è al centro)   rifiuta di fare vittime: Maria. Anzi  rischia lei di diventare vittima accettando la sua strana maternità divina.
Giuseppe accetta ispirato il medesimo rischio, la brutta figura sua e di Maria, accompagnato dall’amore sulla  persona di Maria e la sua missione,  la salva da una brutta fine.

Il modello controcorrente  Secondo la tradizione Maria viene esentata sin da subito nella creazione, dal peccato originale. Sembra ricordarlo anche l’apparizione a Lourdes (11 febbraio) dove la Signora afferma: ” Io sono l’Immacolata concezione”. Quando si pensa al peccato originale si ha in mente la scena del mangiare la mela proibita da Dio come nel racconto biblico (Genesi 3). Si dirà che è un un  mito. Senza dubbio è una storia non scientifica. Eppure,  come le fiabe, pur non essendo storico alla lettera  mostra importanti significati, in particolare sul piano  antropologico: sono meglio evidenziati dalla teoria mimetica e  da una delle teorie più coraggiose sul tema . L’albero proibito secondo Giuseppe Fornari rappresenta la vittima che viene uccisa dalla collettività, trasformata e mitizzata nell’albero.  Dio sta dalla sua parte. Tuttavia è molto attraente mangiare  frutti proibiti, ma  in quella narrazione (ed evidentemente  in quella successiva su Caino e Abele) si nasconde forse  un criptico omicidio, peraltro  realizzato anche oggi,  in tanti stadi di gradazione (e degradazione). Insomma abbiamo la tendenza di fare vittime*e a mangiarci sopra.  Maria invece,  nella narrazione biblica, ha il  privilegio di non avere questa tendenza: questo ideale di non far del male agli altri è  così espressa anche da Dante per bocca di Beatrice: “temer si dee sol quelle cose che han il potere di fare altrui male”. Riflette uno dei principi cardini del sistema giuridico e normativo: Neminem ledere (Ulpiano)

Questo ideale  può diventare in certi ambiti  una meta per correggere certi nostri errori. Può  esserci una possibile conquista,  a tratti, combattendo  contro tendenza negative, con un rovesciamento di atteggiamento e azioni, e aiutando anche gli altri a farlo. Secondo una diversa tesi più che di una conquista  si tratta di un ritorno all’origine (prima del peccato) risalire alla natura immacolata originaria, quella  di Maria   sarebbe estesa a tutti (secondo  la tesi della veggente Volpini, peraltro ricca di grandi potenzialità) e sarebbe la meta a cui tornare (scegliendo l’amore)

Capograssi sottolinea una caratteristica di Maria:  la purezza… “la bella solennità… in tutti i cuori è salita una profonda nostalgia di purezza, un  desiderio vago di letizia totale, un vago desiderio di pace totale” (8 dicembre 1923). Anche oggi le cronache nere (dicembre 2023: il delitto di Giulia Cecchettin) alimentano  indirettamente questa aspirazione alla purezza:  al gesto esteriore corrisponda l’atteggiamento interiore. Si tratta di una vena carsica, seppellita generalmente da altre martellanti e  potenti  comunicazioni che spingono verso  il mero edonismo egoistico,  senza rispetto. Dentro queste scenario le tutele anche giuridiche sono sempre insufficienti. Se il mainstream e anche la tutela giuridica asseconda troppi  pulsioni senza responsabilità i rischi sono enormi. Solo  in quella vena carsica scorre  l’acqua viva, infinita, l’Alfa e l’Omega della storia… Questo ideale di purezza difficilmente potrà realizzarsi interamente dentro i chiaroscuri della vita ma può essere un faro di luce per cercare di realizzarla più spesso e nel miglior modo possibile, anche nel perdono.  Si tratta allora di riconoscere  quegli atteggiamenti, quali presenze indicate dalla Madre che possano supportare questa  nuova dinamica.

Nuovi atteggiamenti. il vero dominio. L’avvocato Carnelutti nel suo libro su Maria suggerisce di sostituire al “conosci te stesso” della tradizione greca un “domina te stesso”. Nello stesso senso si dirigono, nel loro ambito, anche gli sforzi di due geniali imprenditori contemporanei come Elon Musk e Steve Jobs.

Amati Per realizzare almeno tendenzialmente questo  è importante sentirsi  carichi di energia. Capograssi nel suo carteggio con la futura moglie scrive: “Giova pensare alla Madre che ama tutti di amore materno, che ama tutti come ama il figlio, che forse è la sola che ama tutti gli uomini di amore intero, vivo infinito; che è la vita e la consolazione loro e la fonte di ogni speranza come dice Dante” (G.Capograssi a Giulia, 8 dicembre 1922).

Particolarmente suggestive sono le immagini realizzate da Tiepolo, l’ultimo grande pittore veneziano al Prado di Madrid e al museo Chiericati di Vicenza…

Quella di Vicenza è una elegante figura slanciata con un ascetico distacco verso il vano, senza perdere la tenerezza, la sua declinazione della misericordia cristiana. Con un algido, fermo dominio sul peso (mondano) reso astutamente schiacciante (con il mondo stesso) su un male non facilmente percepibile, sempre più capillarmente presente e aggressivo…

Anche i riti aiutano in questo senso, in special modo aiuta il battesimo.

Coscienza

Bisogna imparare a riscoprire la coscienza e vedere le vittime.   Un richiamo per noi alla resilienza o  fortezza  auspicata da Carnelutti,  con una consapevolezza: se il  male  può partire o scatenarsi quando ci riteniamo immacolati,  tendere al bene è possibile tendenzialmente, anche con  una dura, continua lotta, oltre le ricadute

Cristina Campo lo ha meravigliosamente scritto in una delle sue lettere più indignate:

“Come mai si celebra ancora la festa dogmatica dell’Unica Immacolata, mentre implicitamente si nega, in mille modi, la maculazione di tutti gli altri? In un mondo dove non è più riconosciuto non dico il sacrilegio, l’eresia, la blasfemia, la predestinazione al male – ma il puro e semplice concetto di peccato?”

Qui ( link) il contenuto e contesto della lettera

Tiepolo conosce quanto sia difficile lottare contro i vizi, infatti  alla lotta dedica una serie di affreschi tra i più significativi a Villa Zileri di Arcugnano (Vicenza)

Una prima soluzione (per lo stress) per  pretesi immacolati:

l’umiltà cioè sul piano relazionale, riconosce i propri limiti e abbassarsi per servire. Sul piano della gestione un misurato minimalismo giuridico, di regola, è il massimo. Ma anche una attesa fiduciosa  può fare la differenza.  Saranno necessari anche momenti di visione generale dall’altopiano ma non è  quello che dovrebbe gestire la nostra vita nell’azione quotidiana, lì serve agire  una cosa alla volta,  che altrimenti risulta bloccata. Per avere fiducia bisogna constatare che moltissimo ci è arrivato, ci è stato donato e alla volte si tende a fare qualcosa per cui non si ha un gran merito, anzi. Una certa tradizione, ormai con poche persone di buona memoria, sa  che  se ognuno ha ricevuto molto deve valorizzare la  sua libertà nel dono ricevuto. Secondo Carnelutti “mancava nell’infinito tra le creature  una che avesse in sé la  forza individuale di divenire migliore. Questo significa essere libero” (in Meditazione sul padre Nostro ediz. Vita e pensiero 1963 p.33 ss) In  assenza di libertà  tende anche a  fare il male perché si illude su  certe esaltazioni  a breve termine (come le citate 3 s: sesso, soldi, successo)

Ad esse oppone il tris di Baltasar Gracian: essere sani, santi e saggi. Certo contro questa ricerca ideale  i problemi ci sono, dentro e fuori di noi. La dimensione della salute fisica non è sempre riparabile, la santità è una ricerca continua, la saggezza è sempre da confrontare con le circostanze. Ma una ferma difesa va tenuta: con un piano terapeutico,  con riferimenti esemplari e costitutivi, con  buone letture e visioni. Quindi c’è anche la dimensione della lotta calibrata  con tutti i rischi, come dimostra la Tradizione nella Chiesa dell’agnello di Dio. Poi bisogna calibrarla, in certi casi, vedere se una goccia di miele è meglio di un litro di fiele.  C’è anche il rischio che rispondere al male  accenda una catena di reazioni che è quello che inconsapevolmente vuole chi ci molesta. La propongono il giurista Carnelutti e l’artista Fontana:

93.L’umiltà e la fermezza di essere “parte”:

Gratitudine, attesa di identità e direzione, unità, presenze e memoria

Meglio essere grati, e sapere, come sapeva Tiepolo, come ci ricorda la tradizione che non basta sapere, non basta sforzarsi, serve altro, serve  rendersi conto della grazia ricevuta e di quella più grande ancora che si può ricevere. Nell’attesa. Un grande comunicatore contemporaneo sottolinea la necessità di guardare a chi ci chiama per nome e restituisce la nostra identità  https://www.youtube.com/watch?v=hOZykh5cquM&t=1503s (dopo il minuto 15). Sottolinea anche la possibilità di trovare una direzione.

Si tratta di una Grazia passante che arriva direttamente a noi (Anna è il nome della grazia, come ci ricorda la madre di Maria. Ci ricorda, su un piano strettamente razionale,  le nostre concezioni  nel guardare le cose, fondate sul miracolo di una  Grazia che ci rende possibile concepirle in modo unitario e armonico, come mostra Kant) e come, secondo la tradizione,  è successo a Maria. E ne possiamo essere parte… non si è soli. 

Presenze e dinamiche che ci sostengano: da Capograssi 

L’11 febbraio 1924 Giuseppe Capograssi scrivendo alla fidanzata Giulia Ravaglia in una giornata di pioggia avverte l’influsso del tempo metereologico che lo rende triste, la compagnia  delle cose, le potenzialità della “coscienza, la coscienza della sua attività che si inserisce nell’azione dell’universo”.

A distanza di un secolo esatto le 3 indicazioni sono da sviluppare: siamo influenzati dal tempo o  piccole cose ma possiamo agire sfruttando la possibilità di inserirci “nell’azione dell’universo”. Ci sono altre  altre presenze: il tempo  ci ricorda una dimensione indipendente da noi, nella luce  della coscienza, che dipende anche da noi, può esserci spazio alla legge morale e farci vedere le figure sopra indicate. Possiamo sviluppare le indicazioni del grande giurista  con la più originale antropologia a cavallo tra il secondo e terzo millennio.  Nietzsche aveva sottolineato l’azione possibile di una “Tavola d’eterne figure”. Nella tradizione giudaico cristiana come hanno sottolineato gli antropologi e i filosofi  ci sono figure che si possono incarnare a momenti e tratti, anche  nelle vita individuali. E possono farsi presenti, nell’empatia o nella visione comune di ideali, nell’invocazione di aiuto e in qualcuno che vi risponde. Sono la povera vittima che invoca il Padre che perdona, il povero Cristo,  lo spirito che fa vedere e si serve di chiunque per tutelare e consolare rendere presente il Padre. Quella ci fa vedere una  Trinità in atto, anche nella nostra esperienza quotidiana, per vedere meglio segnali di luce:  il Figlio  evidenzia mediante la coscienza  le vittime e quindi la sua presenza tra di loro, quando è necessario accetta il suo sacrificio come vittima  e rinviando al Padre  nella sua trascendenza perdona, lo Spirito unisce queste figure in una nuova visione e azione.  Le prime persone che realizzano  queste dinamiche nella nostra vita sono generalmente i nostri genitori. Poi anche tra  due persone estranee  si può innescare questo legame di amicizia e/o  di affetto. La Trinità unificata che a tratti e momenti si incarna ne ‘”l’amor che move il sole e le altre stelle”. Presente, dono supremo. Poi si profilano altri problemi, oltre alla gioia c’è la croce ma lo spazio e il tempo conoscono nuove dimensioni, eterne. Per questo non basta la pretesa transitività delle Eterne figure, bisogna sforzarsi di lasciarle entrare, di riconoscerne i segni, di sforzarsi di resistere sulle figure che si delineano….

Memorie

La grazia si può manifestare anche  ricordando i momenti in cui questo si è sperimentato.

“Ricordare una grazia è una nuova Grazia”     (Julien Green)                                                                                                                      *…(lo intuiva anche il grande pensatore Anselmo d’Aosta (che avvertiva, secondo Dante,   nel racconto del peccato originale “uno stato di radicale insufficienza a cui sono sottoposti gli esseri umani nella realtà naturale, ma senza inchiodarli a una condizione qua talis priva di ogni speranza”G. Fornari, scritto ancora inedito su Dante)                                                                                                                                                                                                     

Giorni: 8 dicembre (Immacolata) e 1 gennaio,  Madre di Dio, S.Anna (26 luglio), 11 febbraio(prima apparizione a Lourdes), 21 aprile S. Anselmo d’Aosta

Temi: condizionamento e reazione, antropologia del peccato originale, Eterne figure per vedere e vivere in relazione all’universo

Stato: bozza di articolo che è diventato molto ampio,  a stadio ancora sperimentale specie nell’ultima parte dove si cercano  di sintetizzare studi da centinaia di pagine, in corso a febbraio 2024

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