Articoli, Possibilità

La luce che non si spegne, anzi

dal Signore degli anelli l’apparizione di figure  che ispirano una resistenza vera, anche nella difesa. Ragioni e argomenti anche tra i grandi giuristi: Capograssi e Carnelutti

Ti dono la luce di Eärendil, la nostra stella più amata. Possa essere per te una luce in luoghi oscuri, quando ogni altra luce si spegne

 

 

(aggiornamento del 21 febbraio 2025) Il Signore degli anelli è un’opera letteraria che ha attraversato l’immaginazione di molti lettori. I film che sono stati fatti a riguardo ne hanno moltiplicato la forza. Nel viaggio che la compagnia dell’anello effettua si trova ad incontrare la regina degli elfi che insieme al marito li ospita per un po’ di tempo. Alla fine di questo incontro c’è  una scena particolarmente suggestiva quando Galadriel lascia dei doni ai membri della compagnia dell’anello.

 qui al minuto 3:

Si manifestano presenze arcane visibili solo a persone ignote al pubblico, visitate con una inversione delle scelte umane: ai piccoli si  aprono davanti  altri mondi… parole misteriose udibili subito solo da  anime ignote, piccole per le misure umane, con una scelta che propone l’inversione gerarchica della Tradizione giudaico cristiana nota ad alcune persone che appaiono  strane, ma che si caratterizzano per una singolare umiltà e fedeltà.

Un altro video sul finire mostra i doni ricevuti dal nano  Gimli e la sua reazione di gratitudine, precisamente al minuto 3

Un tempo  Gimli e Galadriel erano nemici per appartenenza, tra nani ed elfi. Come è avvenuta la trasformazione?

L’ho scoperto nell’incontro con la traduttrice, scrittrice e madre di famiglia Annalisa Teggi venuta ad Arzignano presso l’associazione Ulysses

e ci ha proposto questo passaggio fondamentale del Signore degli anelli, prima del dono dei capelli a Gimli:

«Il suo sguardo [di Galadriel] si posò su Gimli, che sedeva accigliato e triste, ed ella sorrise. Ed il Nano, udendo pronunciare i nomi nella propria antica lingua, levò gli occhi incontrando i suoi; e gli parve di penetrare nel cuore di un nemico all’improvviso, e di trovarvi amore e comprensione. Meraviglia comparve nel suo volto, ed egli rispose con un sorriso>>. 

Galadriel nemica in quel momento diventa come una incantevole  madre per  Gimli  poi dopo aver contemplato Galadriel  chiederà il dono (un capello) che riceverà sovrabbondantecon evidenti richiami per chi sa. Galadriel diventa una figura che prepara l’immaginazione a configurare la madre della tradizione cattolica. Il suo sguardo riesce a sciogliere l’ostilità di Gimli che davanti a quel sorriso e a quella bellezza  cambia il suo atteggiamento che da sospettoso diventa di umile adorazione. Il cinema sa incantarci con la sua tecnica che riesce a dare corpo a quello a cui il nostro cuore aspira: link sul modo

Secondo alcuni l’umiltà è la veste del cristiano. Interessante la definizione: “abbassarsi per servire”(R. Bardelli)  e si sposa perfettamente con la condizione dei piccoli protagonisti del film:  sia Frodo e la sua compagnia sia in Gimli. Alcuni ne hanno magnificato le potenza contro la sfida del male come Antonio il Grande

L’umiltà con la pazienza riesce a fronteggiare la vanità, l’orgoglio, l’invidia: “Noi mettiamo l’orgoglio dappertutto, come il sale. – Quando si amano le croci, non se ne ha mai, ma, quando si respingono, vi si rimane schiacciati. – L’umiltà è come una bilancia: più ci si abbassa da una parte, più ci si innalza dall’altra”(Giovanni Maria Vianney)

L’apparizione di Galadriel riprende  nel modo in cui viene narrata  quella delle apparizioni mariane anche se i critici  ricostruendo la storia di Galadriel vedono più i caratteri e la storia di altre sante martiri come s. Lucia. L’11 febbraio  si ricorda a riguardo una insolita apparizione, capace di sconvolgere anche prestigiosi scrittori  come Karl Joris Huysmans.   Quando tutte le luci  della ribalta ad un certo punto si spengono  davanti alla morte c’è forse solo uno sguardo materno, trascendente  capace  di consolare in ogni circostanza. 

Accadeva alla grotta di Massabielle l’11 febbraio del 1858. Una Signora pronunciava queste parole: “Sono l’immacolata Concezione”. Sul mistero  si illumina in parte il dogma proclamato dal Papa qualche anno prima sull’Immacolata . Un particolare aspetto che non si esaurisce il mistero nel miracolo di una presenza trascendente. Si  alimenta la speranza più importante, quella definitiva avallata da Capograssi e Carnelutti e ultimamente oggetto anche delle riflessioni di Federico Faggin dal punto di vista della scienza quantistica, come peraltro aveva fatto a suo tempo Jean Guitton.  A Lourdes nascono anche miracolose guarigioni, incalcolabili conversioni . Nei due post seguenti una grezza difesa della Madre con i grandi giuristi del Novecento e la più avanzata antropologia.

53. L’Avvocata nostra, nell’antropologia, nell’esperienza giuridica (1)

146. Maria, avvocata nostra(2): le ragioni di una presenza tra ragione e fede

Per gli avvocati a partire dall’Avvocata nostra per la causa più impossibile, la morte è l’occasione per riflettere sull’importanza della difesa di alcune persone visibili appena o totalmente invisibili che meritano una particolare difesa e che la rivelazione cristiana aiuta a riconoscere:

15 Una ragione in più per il giurista: vedere il profilo della vittima nascosta

Nella loro difesa si realizza al massimo la funzione spirituale dell’avvocato nel senso più ampio del termine. Questi non è solo: nel momento in cui riconosce il povero cristo, la povera vittima, diventa, per certi aspetti, una sorta di figura paterna e/o materna. Tra lui, quando accetta un certo incarico tecnicamente (ma anche quando chiunque prende le parti di un soggetto debole), e il povero cristo da difendere, è presente, viva nella sua fede, una impegnativa  dinamica cristiana. Può allora diventare presente anche lo spirito della Difesa e della consolazione, il Paraclito, parola che vuol dire avvocato e consolatore. Si attua a tratti, a momenti rari  una dinamica che normalmente viene considerata solo nella sua trascendenza (“la Tavola di eterne figure” secondo Nietzsche, riconosciuta dai più abili commentatori come la  Trinità) ma può abitare, in modo imperfetto e raro anche le nostre relazioni umane. Può essere presente in modo figurale, imperfetto ma reale,   tra gli uomini. Le persone hanno le loro caratteristiche individuali e concrete ma nel complesso dei loro atti, per lo più inconsapevolmente, possono incarnare in modo almeno indiziario quella dinamica. I ruoli delle 3 persone possono essere prolungati, in  modo imperfetto  e più limitato,  dalle persone coinvolte della dinamica. Non  sono status fissi bensì figure mobili che attraversano le situazioni umane. Ne sono esempi alcuni dipinti nell’arte, come accade con Raffaello (Madonna Sistina)

A Lourdes una  Madre mostra la presenza di un altro mondo senza attentare alla libertà umana, un evento che è  colmo di imprevedibili sviluppi  e permette di potenziare e ri-significare anche parole che hanno irradiato sentimenti più che umani, talvolta ritratti nelle canzoni popolari che illustrano l’amore umano. “Con il viso andrò dentro un sentimento da cui non sei stato ancora tormentato tu…”(G. Morandi). Il volto di Maria che subito appare e incanta la veggente, come scriveva  Dante é di speranza Fontana vivace, indicazione del centro di un nuovo universo che continua a rinascere  con le sue dinamiche triangolari per chi sa guardare in profondità.

giorni: 11 febbraio (memoria di Maria di Lourdes)

stato:  bozza rinascente