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Contro la paura: la forza di una protagonista della storia, secondo il giurista Capograssi…

Speranza è non credere all’onnipotenza del visibile ( Cristina Campo e Giovanna Fozzer)
La paura paralizza: grandi pensatori come Renè Girard e donne come Giovanna d’Arco ci mostrano come è possibile vincerla… Oggi vorrei ricordare due francesi controcorrente: entrambi hanno dato ascolto a voci che ordinariamente ci rifiutiamo di ascoltare. Un antropologo del xx secolo, Renè Girard. Una giovinetta chiamata Giovanna nel xv secolo. Girard ha dedicato la sua vita a rivelare, attraverso la letteratura e la tradizione giudaico cristiana, dietro le pieghe dei miti, la voce misconosciuta della realtà… la voce soffocata della vittima innocente. Quella del capro espiatorio… Una giovinetta chiamata Giovanna a suo tempo ha ascoltato e seguito voci che la guidavano secondo un altro spirito, lontano dal conformismo del tempo tempo ma solidamente ancorato alle Scritture cristiane. Come una freccia scoccata Giovanna si è messa alla testa di un esercito e ha iniziato a vincere. Poi è stata accusata ingiustamente e messa al rogo. La violenza è ritornata coalizzata  si è scatenata su di lei impadronendosi anche di una parte dei suoi istituzionali difensori, deviati da dinamiche di potere. Il messaggio mostrato da Girard e Giovanna provengono in fondo da una stessa creatura: diventano la voce dell’agnello di Dio. Si può vedere e difendere l’agnello di Dio, la vittima innocente solo se attraversati dallo spirito giusto, quello che vede la vittima e non l’abbandona. Prima tuttavia bisogna ascoltare le voci sottili della vittima (Giovanna d’Arco) o vederle e teorizzarle (Renè Girard).
L’importanza di Giovanna d’Arco non era sfuggita al giurista  Capograssi che utilizza categorie di pensiero simili a Girard:   «era giusta quella osservazione di quel giornalista francese su Santa Giovanna D’Arco: nel suo grande processo e nella sua morte “rassomiglio a Gesù”. Tutti i cristiani hanno per compito per compito di rassomigliare nella loro vita meno lontanamente che sia, a Gesù… Ogni martirio rassomiglia, è una riproduzione,anzi, è una nuova rappresentazione del tremendo dramma del Golgota. E non solo riproduce ma continua… chi muore col martire è proprio Gesù, è Gesù che un’altra volta è messo in croce in ogni martire (lettera del 17 maggio 1920 dopo la canonizzazione di Giovanna avvenuta in San Pietro il 16 maggio 1920).
Il film muto di Dreyer del 1928 è la conferma di questa lettura di Capograssi e del giornalista che ha assistito alla canonizzazione.  Qui il link al film che si chiama infatti La passione di Giovanna d’Arco. Nella lettera di due giorni dopo Capograssi affermerà consequenzialmente: “Giovanna d’Arco… è la più visibile traccia che ci sia nel mondo moderno,nella storia moderna, della realtà del sovranaturale: in essa tutto è voce, richiamo, imperio del sovrannaturale: tutto è richiamo di Dio la sua virtù fondamentale è stata la Fede e la obbedienza: e che altro è la fede, se non una obbedienza profonda a quello che è la verità di Dio, rivelata da Dio?” (lettera alla fidanzata Giulia del 19 maggio 1920).
Il regista Dreyer riuscirà a dare volto e occhi a questo  sovrannaturale.
Qui sotto il film di Besson del 1999:

“Chi sei tu per sapere la differenza tra il bene e il male?””Sono solo una messaggera”(alla fine nel trailer sopra, nel film Giovanna d’Arco di Luc Besson)
Applicazioni: restare in contatto con una vittima innocente (di solito dentro una realtà complessa è che se ne incontra un aspetto, un profilo mobile, sfuggente e parziale) è il segreto di una legittimazione e di una grande forza, consapevoli che il riconoscimento non è la regola e nessuno è profeta in patria. Si dirà che che Giovanna e Girard hanno avuto fama, ma non lo sapevano dall’inizio e Giovanna ha pagato il prezzo più alto. Si dirà che è inutile questo slancio ma vediamo cosa veramente resta anche delle azioni alternative cioè del divertimento…Nel suo saggio più importante Capograssi ha posto l’alternativa drammatica  tra suicidio e preghiera.  Nel 2020 la festa di Giovanna d’Arco cade il giorno prima di Pentecoste e ci ricorda il prezzo che in certi casi bisogna pagare nella difesa, anche combattendo per quello che inferno non è
Ma non dimentichiamo  la gioia, anzi nel film del 1999 si parte da lì, da quella vera:

Un altro significativo film è quello di Bruno Dumont del 1920, dal sapore fiabesco ma con interessanti dialoghi

giorni: 30 maggio S.Giovanna d’Arco

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