Articoli, Possibilità

Azzurro poetico e azzurro spirituale

 

 

 

 

L’onda celeste di speranza in alcuni giuristi del Novecento

 

 

 

“Ferro azzurro ama Anacott Acciaio”

 

(aggiornam. 15.08.2022) La citazione sopra era un codice di acquisto tra i traders nell’acquisto di azioni nel celebre film Wall Street di Oliver Stone. Innegabile la forza suggestiva delle misteriose sigle, oggi le sigle fanno grande presa,  come un linguaggio cifrato per cui chi lo conosce si sente appartenere ad una cerchia ristretta con particolari conoscenze e potere. Ma l’azzurro più generale, potente e resistente è tra i grandi poeti. Poi anche alcuni giuristi ne hanno avvertito, in un certo contesto,  il grande e resistente  significato spirituale.

 

 

 

 

Il turchino celeste  del poeta Umberto  Saba (presente nel Sole 24 ore del 5 agosto 2021 ) richiama una dimensione passiva dell’esistenza che riceve il suo significato. A riguardo ha scritto molto Antonio Rosmini: il principio di passività, valevole anche nell’azione*. Nella sua meditazione l’azzurro amato dall’avvocato   Carnelutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In altri tempi Francesco Carnelutti commentava l’azzurro dell’Ave Maria scrivendo : “Mi basta pronunciarla… affinché a quell’azzurro, a quel profumo, a quel sorriso si apra l’anima mia”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’avvocato Giuseppe Capograssi per sentire “dentro le angosce mortali… tutta viva la speranza”,   il 15 agosto 1921, scrivendo alla fidanzata Giulia esprime la fede nello sguardo di quella Madre che ringrazia,  guarda,  ascolta e “chiede per tutti”. L’esperienza dell’Avvocata nostra, da lui interiorizzata e Assunta, diventa per Capograssi resistente “onda di vita e di amore”. Ne scrive indirettamente anche il 15 agosto 2022 mettendo al centro due donne devote: la fidanzata Giulia e la di lei sorella Giustina.

 

 

 

“Vedo voi due, tu e tua sorella per la bella strada di montagna che sale e si attarda nella macchia, e  poi arriva dove si celebra il Sacrifizio e si dice la parola e la preghiera della speranza. Pensare che tu ti riposi e ti ristori è cosa cara per me”Giulia e Giustina Ravaglia si stavano recando nella Chiesa del convento della Pallanzana, in provincia di Viterbo.

Illustrano quell’azzurro Michelangelo e Raffaello.

Straordinari azzurri si trovano nella mostra dedicata ad Achille Beltrame ad Arzignano. Il noto illustratore delle copertine dei giornali del Novecento per dipingere Maria si avvale della collaborazione come modella della sorella Antigone, perpetuando forse inconsapevolmente, alcune linee di  continuità tra la tragedia greca e  il cristianesimo.

 

 

 

 

Sul rapporto tra i giuristi e Maria c’è da dire più di quel che si pensi. Si dirà che trattasi di un discorso romantico quasi leggendario ma sembra che certe pretese verità espresse anche nel modo più  semplice abbiano il potere di smontare tutte le altre. L’ultima antropologia lo insegna. E il rapporto tra Maria e i giuristi è plurisecolare e tutt’altro che ingenuo (nei due post sotto).

L’Avvocata nostra, nell’antropologia, nell’esperienza giuridica (1)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poi, come confidava Piero Calamandrei a Salvatore Satta a fine corsa, non ci sono tante resistenti alternative. Scrive Satta: “E rivedo Calamandrei in un mattino lontano aggirarsi smarrito, col viso trasfigurato, per le vie di Roma, dopo la visita che aveva fatto a un suo morto amico. «Speriamo, caro Satta» mi disse «che ci sia una ragione di tutto ciò»” (Soliloqui e colloqui di un giurista).

 

 

 

 

 

 

 Video: sull’ascolto un film

Stato: bozza

Approfondimenti:

 

Maria, avvocata nostra: Indizi e fede dei grandi giuristi del Novecento (n.2)

 

*”Nella conversione e nella calma è la vostra salvezza. Nell’abbandono confidente la vostra forza. “(Isaia 30,15)

Taggato , , , , , ,