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Maria, Avvocata nostra, l’Annunciata, nell’antropologia e nella fede dei grandi giuristi(n.1) del Novecento: Francesco Carnelutti

Mi basta pronunciarla… affinché a quell’azzurro, a quel profumo,a quel sorriso si apra l’anima mia (Francesco Carnelutti) 

Davanti alla pandemia gli strumenti tradizionali come la scienza mostrano parecchi limiti. Confidiamo possano presto migliorare. Davanti alla fragilità umana un qualche conforto può venire dalla religione cristiana che negli ultimi tempi è stata fortemente ridimensionata nella sua rilevanza sociale. Vediamo se e quale aiuto può dare con alcuni appunti anche con riferimento alla festa di oggi.  Il 25 marzo si  ricorda l’Annunciazione dell’angelo a Maria. Nel racconto del Vangelo di Luca  c’è la proposta a Maria di diventare, per opera dello Spirito Santo,  la madre di Gesù.  Gesù nella lingua aramaica si scrive  Jeshua, parola che indica e  significa  il Dio che salva. Maria ne consente l’incarnazione.

Sembra un dogma lontano e impossibile. Tuttavia nel considerare questo oggetto di fede vanno considerati vari fattori interessanti  anche per grandi antropologi, filosofi e i grandi giuristi del Novecento come Capograssi e Carnelutti.
1 Nel racconto dell’Annunciazione  dell’angelo a Maria la delicatezza di Dio è stata estrema. Dio  ha chiesto il consenso a Maria. C’è in questo un’opposizione simmetrica ai racconti  dei miti pagani dove il concepimento di Dio avviene per ratto e stupro (lo sottolinea il grande antropologo Renè Girard). Nel racconto c’è la difesa di una donna che responsabilmente sceglie di diventare madre. La  verità di Maria  smaschera molte falsità di quei narratori che tendono ad occultare la violenza nei miti che trasfigurano i persecutori e le vittime dove le donne vengono uccise e poi trasformate in statue.
2 Maria dopo aver creduto possibile l’annuncio ha chiesto ragionevolmente spiegazioni al messaggero. Un po’ come gli avvocati quando ricevono richieste oltre il  limite e cercano poi di realizzare il possibile nell’interesse vero dello stesso.

3 Maria non è stata solo una persona che ha ricevuto una particolare annuncio. Ha avuto una vita molto difficile: dopo l’Annunciazione e durante la Passione. Inoltre secondo i Vangeli in almeno un paio di volte è stata mortificata dal figlio (alle nozze di Cana Gesù le dice: “che ho a che fare con te donna?”Gv2,4; Al ritrovamento del Figlio dodicenne al tempio: “Non sapete che devo occuparmi della cose del Padre mio? Lc 2,49). Nell’assenza di gerarchie tra le persone  capita anche agli avvocati. Ma queste umiliazioni, come rileva Carnelutti, possono essere liberanti

4 Maria ricapitola tutta la storia delle donne che hanno sofferto nella storia, e poi sono state  divinizzate, come  la Dea Madre. Il filosofo  Giuseppe Fornari che insegna storia del pensiero filosofico a Verona rileva inoltre che con Maria la figura femminile viene valorizzata: “La figura di Maria ci appare come riscatto di milioni di anni di storia dell’umanità, lungo i quali l’umanità mai si sarebbe salvata senza la funzione protettiva e amorosa delle donne…”. Si tratta di una figura esemplare anche per l’avvocato che può riscattare in vari casi l’immagine e il ruolo (personale o imprenditoriale) del cliente.

5 Sul cuore del Figlio e di Maria si possono fare varie ulteriori  riflessioni antropologiche, al di là della possibile devozione. Maria e Gesù nella loro esperienza respingono e invertono dinamiche negative: Maria e Gesù, come rileva Dante Alighieri,  piuttosto che far del male agli altri  accettano di subire su di loro il rischio della violenza e riempiono di amore la violenza morale (Maria)e fisica (Gesù)a cui sono sottoposti. Maria quando accetta di far nascere Gesù è sottoposta ad emarginazione sociale e rischia la lapidazione.  Gesù, dopo aver rivelato l’intera verità agli scribi e farisei, accetta e subisce la crocifissione perdonando i carnefici. Anche per questo si onorano i loro cuori.

6 Scrivono molto su Maria  nel Novecento sia il processualista Carnelutti che l’avvocato e filosofo del diritto Capograssi.
Francesco Carnelutti crede nella intera vicenda di Maria a tal punto da dedicargli un libro. E ha invocato Maria in un momento di grave pericolo quando stava fuggendo in Svizzera.
Qui l’avvio del suo libro con il commento del primo versetto: https://drive.google.com/open?id=1iEodb8L0ez1UqaIuq3kNroCoZeIKZQOu

 

 

Insomma ci sono vari elementi di eccezionalità per  considerare almeno degna di rilevanza e riflessione l’ipotesi dell’Annunciazione.

7 Si dirà che sono i nostri sogni. Senza dubbio  questa vicenda ha proiettato  molta luce di Speranza ma esistono altre cose che  diano  una così resistente eguale altra speranza? E siamo sicuri che quelli che sono i nostri progetti solidi e immanenti siano molto più affidabili?  Si dirà che non c’è concretezza… ma poi l’annuncio si è incarnato. La vicenda di Gesù è un fatto storico e la sua presenza condiziona anche il nostro calendario. Decide la qualità della nostra vita… Anche al di là della fede la nostra vita vale  se c’è quell’amore che lo stesso ha predicato,  altrimenti non so…

8 L’avvocato Alfonso Liguori poi diventato sacerdote ha scritto la preghiera Salve Regina dove si ripete l’invocazione all’Avvocata nostra. Speriamo che sia così. La possibilità di Maria  conforta,  qui e ora. Non si è più soli, secondo la Tradizione Maria  stata assunta in Cielo e più volte, nel corso della storia, avrebbe manifestato la sua maternità.

Anche  Capograssi ha una grande fede in Maria. Così scrive:Madre dei cristiani che quando guarda col suo sguardo materno noi mortali, ci trasfigura in creature di cielo… Essa chiede per tutta la creazione sotto gli assalti del Male, sotto gli assalti… confortante cosa sentirsi presi e perdersi nell’inno di ringraziamento… e in  questa onda di vita e amore sentire tutta viva la speranza della vittoria del bene” (Capograssi Pensieri a Giulia 15.VIII.1921). Secondo Capograssi se  si ricambia, in qualche modo,  questo sguardo, se ci si rivolge a lei,  si aprono nuovi orizzonti. Si tratta di un’esperienza  che molti hanno sperimentato e testimoniato. Speriamo che questo  rinnovi la speranza  anche davanti alla pandemia 

 

PS. L’argomento è infinito, qui solo una bozza, spero sia un work in progress… Bisogna tener  conto che il dogma  è, per alcuni aspetti, all’esterno come le torri di un fortino. Al suo interno è invece luogo di  di sviluppo e prima di discussione (non sempre pacifica, per la scrittrice Flannery O’Connor era come un ring da pugilato). Per discuterne  insieme puoi scrivere  a paraballo@gmail.com

 

I giorni adatti a questa riflessione: festività mariane, mese di maggio e ottobre e in momenti di grande pericolo come nel caso del Covid19

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