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Una medaglia contro la pandemia

trovare una misteriosa soluzione nella via più elegante di Parigi:  Rue de Bac

 Il difficile sta nel  trovare un simbolo che parli a tutti… La medaglia è questo simbolo: un simbolo del tutto; un punto, direbbe Pascal, che riempie tutto“( Jean Guitton in  La medaglia miracolosa 1994 p.66)

Davanti al virus, oltre ad ascoltare il parere dei migliori scienziati ed il proprio medico, al proprio piano personale e concreto per evitare il virus, all’adozione di tutte le misure igieniche, può essere utile, per supportare il proprio atteggiamento, valutare anche un antico oggetto di fede la cui diffusione a Parigi nel 1832 fermò il colera. Non è un fine, sarebbe superstizione, ma può essere un mezzo per confrontare, riflettere e migliorare una relazione con chi secondo noi ci può aiutare, comprendere su chi riponiamo veramente la nostra fiducia.

L’oggetto di fede è una medaglia da portare al collo e trova la sua idea nelle pretese apparizioni mariane di Rue de Bac a Parigi. Alla prima apparizione alla veggente Caterine Labourè, nella notte tra il 18 e 19 luglio  1830,  ne seguirono altre tra giugno e dicembre dello stesso anno. il 27 novembre 1830 La Madonna apparsa , avrebbe poi chiesto alla veggente il conio di una medaglia mostrata alla veggente

“Nel Febbraio 1832 scoppia a Parigi una terribile epidemia di colera, che provocherà più di 20.000 morti! In Giugno le Figlie della Carità cominciano a distribuire le prime 2.000 medaglie, fatte coniare da Padre Aladel, l’ecclesiastico di riferimento per Caterine. Le guarigioni si moltiplicano, come le protezioni e le conversioni. Fu un avvenimento straordinario. Il popolo di Parigi chiamò la medaglia «miracolosa»” Poi la medaglia è stata distribuita in milioni di copie gratuitamente.

Con riferimento a queste apparizioni, il filosofo francese Jean Guitton  scriverà un libro. Ne ricerca la storicità e la avvalora con la ricerca di testimonianze e documenti. Riflette sul significato: “l’Amore universale si fa avanti attraverso amori particolari… Qui sta il compito della devozione particolare: “incarnare la fede in una esistenza”

Servono Immagini di riferimento, raccoglitrici dell’anima… da sempre presenti…” è conveniente che esista un riflesso, un’immagine, un eco perché l’essere si riveli… Simile proiezione giustifica la tecnica della metafora, della parabola che sta all’origine delle arti”

Non è una  medaglia che premia una vittoria temporanee ma è il mezzo   di una migliore relazione, per chi respira o aspira ad una relazione infinita, verso una misteriosa vittoria definitiva, non senza possibili effetti anticipati, come fermare il colera a Parigi nel 1832.

La medaglia sembra ricordarci la possibilità di una relazione speciale, di un luogo immacolato e fecondo a partire dall’intervento di Qualcuno che ha cura di noi. Sembra riguardare solo chi crede in una sfera trascendente la materiale esistenza. Ma a ben vedere la fiducia in una speciale relazione che risignifica tutte le altre riguarda tutti .

Inoltre quei simboli possono essere accettati, a diversi livelli,  da  tutti, basta interfacciarli e comprenderli nella loro forza universale che poi si specifica nel cristianesimo cattolico. Se  rifiutiamo il loro messaggio di pace si scatena spesso la violenza e  l’inferno sulla terra. Pare sia accaduto dopo l’apparizione di Kibeho in Ruanda (800.000 morti) o di Medjugorie in Yugoslavia ( il lungo conflitto nella ex Yugoslavia)

Sono stati esaminati da grandi studiosi abituati a chiedersi se gli eventi storici che si affiancano ai racconti del cristianesimo siano credibili e alcuni hanno trovato notevoli conferme:  tre fenomeni analoghi  collegati all’utilizzo della medaglia nel 1842 per un ebreo indifferente alla religione e a due condannati a morte americani.

In questo caso gravi indizi ratificano la storicità dei fatti. Ma anche se fossero miti, narrazioni fantasiose letterarie, questi eventi hanno un loro significato. Senza i miti resta ben poco nella storia umana e la scienza non è in grado di rispondere alle grandi domande sull’uomo. Oggi si tende a mettere nella soffitta o nella discarica l’elemento religioso. Ma non si ricorda o conosce la più importante conquista dellantropologia del Novecento: i racconti cristiani non sono solo dei miti ma contengono elementi capaci di svelare la falsità dei racconti mitologici e ne svelano i carnefici, nascosti in quei racconti.   Rivelano le vittime, e stanno dalla loro parte. Così demistificano i miti.  Visto il loro effetto si può pensare che questi elementi abbiano una loro  verità. Il problema è che quando non si crede espressamente o implicitamente a questi elementi, presenti in misura diversa nella civiltà greca, nel diritto romano, nelle grandi religioni, in principi etici universali   allora si rischia di dare un valore assoluto  a miti da un lato privi di sostanza creativa e di sviluppo alla personalità umana  e dall’altro capaci di generare conflitti.  Hanno una assoluta forza di convincimento legata a tecniche di marketing e al cinema:  prospettano  status, si inducono emozioni a valanga e l’effetto  è travolgente. Così,  come ha scritto Roberto Calasso, siamo in una particolare epoca, quella dell’inconsistenza. 

L’attrazione per le figure simboliche restano ma  molti  si ancorano ai tatuaggi con simboli arcaici che oltre ad essere indelebili non suggeriscono atteggiamenti costruttivi, anzi al contrario sembrano innescare forze distruttive. Forse è meglio una medaglia, una croce. Come quella che si ricorda il 27 novembre

Possiamo riflettere sui  nostri problemi alla luce di quella medaglia, chiederci su chi facciamo affidamento, quale sia la nostra missione, cercando di trovare il profondo significato della medaglia  che molti portano al collo

Video:  il 26 novembre 2021 è uscito un video sui film esistenzialisti, Ascoltare il silenzio. Riguarda l’effetto degli spazi sacri anche quando sono vuoti e  si avvale dei migliori capolavori del cinema. Non ho ancora finito di vederlo ma ha un valore di testimonianza con il tono umile della voce di chi parla. Può aiutare a farsi qualche domanda chi ha accantonato il sacro nella vita o chi pensa che risolva tutti problemi. Poi mancherà al video il tassello che siamo in pochi a conoscere sulla ragione del valore degli spazi vuoti ma già ho visto tanta, tanta bellezza… Poi non è vero che ci sia solo silenzio… Dove c’è silenzio si può ascoltare anche una voce. Ne hanno scritto Renè Girard e Sigmund Freud…

Stato: bozza nascente

giorni: 27 novembre, in tempo di pandemia