Articoli, Possibilità

Nel dono della lettura il gusto di una vita sempre nuova

“Nessuno può pensare di avere una voce viva se non ha ascoltato le grandi vo-
ci morte, se non ha vissuto in comunione coi padri, se non ha ripercorso le loro
vie… personalmente ho trascorso coi libri gli anni più belli della mia vita, e se di una cosa mi dolgo è di non aver potuto, per pochezza di forze e per private vicende, abbracciare tutto il pensiero di quelli che mi hanno preceduto”
(Salvatore Satta in Soliloqui e  Colloqui di un giurista p.155).


Per me leggere oggi un libro per me è come per un’auto fare benzina. Mi ricarica, mi dona l’energia con cui affrontare le situazioni. Ma non sempre è stato così. Ricordo la delusione quando per la prima volta  mi regalarono un libro. Con le lacrime agli occhi lo manifestai espressamente a mia madre. Amavo solo i giocattoli e quel libro ricevuto, un po’ illustrato, mi ricordava quelli di scuola dove i libri erano solo un obbligo da studiare ed erano anche fonte di paura per le possibile verifiche. 

Solo in rari casi come quando invece ho trovato in alcuni libri opere d’arte come la Nike di Samotracia (la figura senza capo , esposta all’entrata del Louvre) o mi sono trovato a leggere qualche pagina di poesia, filosofia o letteratura ci sono stati autentici squarci dell’anima. 

 

 

 

Poi, casualmente, mi sono trovato a leggere un libro Il lavoro intellettuale di Jean Guitton che mi ha illustrato un metodo di studio e quindi un modo  per affrontare il contenuto dei libri senza timore Quel libro Iniziava con questa citazione proprio sul metodo: ”Le verità più preziose sono quelle che si scoprono da ultime; ma le verità più preziose sono i metodi” (Nietzsche).

Ho imparato cosi, sempre dallo stesso libro, alcune caratteristiche, fondamentali, sul metodo che sarebbero state per me costanti negli anni a venire e sviluppate dai manuali anglosassoni. Riassumendole:

1 l’annotazione (in un quaderno) per mettere in ordine i pensieri sia leggendo sia scrivendo un saggio proprio

2 scoprire l’utilità di  fare, a grandi linee, un compendio in tavole sinottiche di tutto il contenuto di un libro (io poi avrei usato la mappa mentale)

3 con riguardo ai contenuti poi, cercare di trovare un singolo elemento, quello fondamentale, che permetta poi, con l’analogia, di trovare i collegamenti con tutti gli altri contenuti.

4 Con riguardo al modo di esposizione, il libro evidenziava la necessità di “uno stile  smorzato”.

5 Per l’atteggiamento suggeriva un alternanza di attaccamento e distacco (Avrei poi sviluppato la tecnica del 25 minuti di coinvolgimento e 5 di distacco, pausa)

Ho trovato grande utilità nell’applicare queste indicazioni e ciò mi ha permesso di far venir meno gran parte dei timori iniziali che avevo nel trovarmi di fronte a libri nuovi e, a volte, di contenuti assai complessi. Così la lettura dei libri e lo studio diventava come un qualsiasi lavoro di cui bisognava impadronirsi dei ferri del mestiere. Non ci sarebbe stata più la sensazione, anche nel successivo tirocinio, che il lavoro sia  una cosa diversa dalla lettura: già nella lettura, nello studio condotto con metodo, ragionando, si lavora. Con queste basi poi ho sviluppato lo stesso metodo anche per affrontare i casi giuridici. Così ho iniziato a ricevere l’attrazione della lettura, incontrando nuove  forze operative interne, all’inizio solo razionali. Ne sarebbero arrivate anche molte altre che cambiavano il mio modo di guardare le cose, anche con più gusto. Non ho più sperimentato un attimo di noia. A quel punto non più potuto tenere per me queste nuove forze e ho sentito il bisogno di comunicarle agli altri. L’ho fatto nel 2017 con una agenda contenente le riproduzioni di  opere d’arte, citazioni e piccoli brani. Cerco di farlo anche adesso, possibilmente cercando di essere il più comprensibile possibile. Se poi qualcuno vorrà condividere o correggermi sarà il benvenuto.

(1 – continua)

Applicazioni per giuristi: quando ci sono difficoltà può essere utile cercare un sostegno, un collega disponibile, un libro che ispiri, un metodo che faciliti il modo di affrontare il lavoro, anche avvalendosi dell’esperienza altrui. Lo si farà nella consapevolezza  che sia la difficoltà sia la ricerca di un metodo, sia la possibilità di farvi fronte sono parte integrante del lavoro e una possibilità di  svilupparlo meglio.

temi: Satta, lettura e tecnica, metodo di studio,

La citazione “La felicità è reale solo se viene condivisa” è tratta dal film Into the wild

 

 

L’inquietudine. Come superarla nel riposo e nella ripresa. La passività di Rosmini

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *