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Una forza nascosta e operosa. Riflessi in Leonardo, Caravaggio, nel buio illuminato di una Chiesa romana, il segreto secondo Capograssi

 

Alle volte la vita ci sorprende con strane coincidenze. A Roma il 19 maggio 2018 il il prof . Francesco Mercadante, Presidente della Fondazione Capograssi (Capograssi è il più grande filosofo del diritto del Novecento),  mi ha donato il libro con il quale il mio antropologo preferito, Renè Girard, è entrato nella biblioteca della Civiltà del diritto. Girard ha sottolineato il lato oscuro dell’uomo che ha bisogno dello spirito giusto per sopportarla, accorgersi anche della sua violenza e superarla. L’uomo ha bisogno di un’altra Luce che anche il pittore inglese Turner, in mostra a Roma nel 2018, bene illustra. Anche nella sua opera che ho potuto ammirare: ” l’arco di Costantino.  Conosco molto bene Girard e il curatore di quel libro che me ne aveva accennato ma non immaginavo che un’opera così importante fosse arrivata alla fine e collocata in quella collana di libri. Un libro che ricorda un arco inatteso con il quale Girard dà alla teologia cristiana l’antropologia che merita. Era la vigilia di Pentecoste.

Ritornato a Roma nel  2019  ho reincontrato negli stessi giorni dell’anno prima, senza accorgermi né volere la coincidenza, lo stesso Presidente della Fondazione Capograssi. Era occupato a organizzare una mostra in ricordo del figlio Antonio, critico d’arte, morto prematuramente  e improvvisamente. Mi ha donato un libro edito in memoria del figlio: ” Paesaggi umani” con le sue recensioni alle opere d’arte. Poi ho visitato nella stessa mattinata un quadro che è come se illustrasse il suo segreto dolore,  lo rappresentasse, dentro la sua anima. È il Girolamo sofferente di Leonardo da Vinci, di recente restaurato. Fatalità il 2 maggio 2019 ho organizzato presso l’Ordine degli avvocati di Vicenza una conferenza sulle opere di Leonardo che aveva attraversato non poche difficoltà nella sua vita facendole emergere, con pazienza, nelle sue opere. Qui il link per ascoltarla. In certi momenti la desolazione è grande come per il Girolamo di Leonardo ma se si cerca con umiltà e pazienza si può incontrare la parola giusta. Come è stato per Girolamo traduttore della Bibbia.  Come accade nella grande  poesia. “Portami via lontano dagli uomini”  scriveva  il grande poeta Poliziano. Eppure non perdeva la speranza.  Poliziano la invocava con una stupenda invocazione ” Bagnami il cuore”.

 

 

 

 

Negli stessi giorni a Roma, il 17 maggio 2019, ho assistito ad una straordinaria conferenza di Andrea Lonardo, Direttore per il servizio della cultura e dell’Università,  e altri esperti su Caravaggio. Davanti alla pala vuota di S. Maria della Scala si proiettava l’immagine originariamente presente  de la Morte della Vergine di Caravaggio (rifiutata dai carmelitani scalzi per una incomprensione). Il relatore  spiegava magistralmente la possibile coesistenza e convergenza in uno stesso quadro di ragioni immanenti di dolore e  impotenza (in basso nella brutalità della morte con la disperazione di una probabile Maddalena), e ragioni trascendenti (in alto la speranza in un sipario rosso, fatalità come nella collocazione vaticana del Girolamo di Leonardo). Qui il link per ascoltare la conferenza. Al centro nella figura di Giovanni,  il ponte dell’amore  

Don Tonino Bello  diceva: «…quando, appunto, l’ombra della luce, che è la sofferenza, scende sulla vostra anima, quando voi soffrite, non ribellatevi, non dite “Dio perché lo hai fatto”, non andate a chieder conto a Dio del perché tutto questo vi succede, ma pensate: “Ecco, Dio sta accanto a me, adesso! …mi chiede scusa di quello che è successo…!»

Allora  molti testimoniano che si può vedere una scia di luce,  come una  polvere di stelle nella notte. Dentro e fuori dal dipinto immortale, e spesso nel passaggio da dentro a fuori i grandi luoghi ricchi di storia, cultura e spiritualità. Come mi è successo a Roma. Quando il 18 maggio una Chiesa del Vaticano, in uno scenariostraordinario è stata illuminata nella notte da volonterosi  credenti che hanno pregato, sono usciti e hanno invitato i passanti all’adorazione.  Una Croce dorata si innalzava nel buio sopra un altare. Un centinaio di passanti entravano e scrivevano le loro intenzioni mettendole davanti all’altare e raccoglievano una parola tratta dalle Scritture. Un lavoro di coraggio e pazienza. Alle volte basta un po’ di pazienza. I coach ne parlano oggi come di resilienza che fa più figo.

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