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Nel pericolo: giuristi e grandi donne del Novecento (1)

 

 

 

 

…bisognerebbe che ognuno, che sente il pericolo, pensasse a rieducare se stesso, la sua coscienza morale, il senso della legge morale, il senso del dovere verso la vita, il senso dell’estrema serietà della vita…(Giuseppe Capograssi Incertezze sull’individuo in La vita etica p.607-608 )



 

Nei momenti di riposo è giusto pensare che il riposo è possibile anche grazie all’opera di molte persone che ci hanno consentito di viverlo attraversando loro momenti anche drammatici e tragici. 

Considerando questi periodi drammatici e l’esperienza intensa di questi sofferenti ci si chiede se é  possibile per loro conciliare il dramma più tragico, il pericolo per la libertà e la vita, e  la speranza?

Tra i giuristi, con riferimento alla guerra e alla politica,  sono riusciti a mantenere la speranza nel pericolo Francesco Carnelutti, Giuseppe Capograssi e  Piero Calamandrei. Da un lato sono stati costruttivi ed hanno cercato di indirizzare/ limitare per il presente o per il futuro l’attività autoritaria dello Stato sia sul campo legislativo che politico, dall’altro hanno cercato di uscirne vivi. Tutti, oltre alla sofferenza, hanno mostrato che il pericolo è anche l’occasione per forgiare le persone.

Francesco Carnelutti nel 1943 è fuggito in Svizzera ed è stato sul punto di essere catturato.

Nel post sotto  richiamato viene qui ricostruita la sofferenza durante la sua fuga, rievocata in un piccolo libretto di meditazione:

 

 

 

22 Nel pericolo la forza del mistero: da Caravaggio a Carnelutti

 

Qui  alcuni documenti ricostruiscono l’attività di Carnelutti nell’esilio in Svizzera, controllata dallo Stato: 

http://paginediprocessualisti.blogspot.com/2010/04/documento-sul-confino-di-carnelutti.html

Giuseppe Capograssi  ha vissuto le due guerre mondiali e il ventennio fascista e ha parlato anche di una fecondità del pericolo per l’individuo. Link    

“Solo il pericolo sveglia l’individuo dal suo sonno dogmatico, sensuale, utilitario, terrestre e induce a quell’atto di riflessione segreta sulla sua vita, sul significato della vita e il suo vero fine che è vero segreto supremo, atto di libertà nel quale l’individuo ritrova se stesso” (G. Capograssi in La vita etica)

 In altro post vedremo la  riflessione di Capograssi nel rapporto con lo Stato e l’azione di Piero Calamandrei.

Tra le donne anche Anna Frank e Etty Hillesum hanno mostrato una via di vita vissuta in pienezza nel pericolo. Nel post qui sotto richiamato:

Possibilità in tempi difficili: il magistero di Anna Frank e Etty Hillesum. La conferma di Capograssi

Poi una risposta straordinaria arriva da questa storia di una delle menti più originali del 900

Era l’allieva più promettente di un grande filosofo europeo, Husserl, e si trovò ad affrontare come ebrea il genocidio. Non si perse d’animo, aveva trovato nella filosofia e nella religione della croce una pienezza di vita che diede linfa e speranza resistente  anche alla sua ricerca filosofica e non la abbandonò neanche al momento della cattura da parte dei nazisti.

Nel prendere la difesa della verità, nel prendere la difesa del suo popolo, nel condividere la tragedia era stata prima attraversata da un altro spirito, controcorrente. Non è un caso che  fu capace di scrivere una delle più belle preghiere allo Spirito mai scritte*.

Si chiamava Edith Stein.

Video: canzone di Battiato

* qui una parte della sua straordinaria preghiera, nel punto più alto: “Chi sei, dolce Luce che m’inondi e rischiari la notte del mio cuore?

Tu mi guidi qual mano di una madre;

ma se mi lasci non più d’un passo solo avanzerei.

Tu sei lo spazio 

che l’esser mio circonda

e in cui si cela.

Se m’abbandoni cado nell’abisso

del nulla, donde all’esser mi chiamasti.

Tu a me vicino più di me stessa,

più intimo dell’intimo mio.

Eppur nessun ti tocca

o ti comprende

e d’ogni nome infrangi le catene:

Spirito Santo – Eterno Amore!”

(Edith Stein)

 

Applicazioni: considerare i momenti di grave difficoltà come elementi di resistenza costitutiva della persona. Fondamentale in questo senso l’insegnamento di Cristina Campo e Simone Weil sull’attenzione

stato: bozza iniziale

 

giorni: 8 agosto (S.Edith Stein, Teresa Benedetta Croce), ricordi di Anna Frank, Etty Hillesum…

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