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Il genocidio in Ruanda: giustizia preventiva e riparativa

Sono la Madre del Verbo

la Madre a Kibeho: 40 anni dopo

(aggiornamento 29 novembre 2021)

In Ruanda una lotta tra due diverse etnie ha portato ad un genocidio dal 1994 dove sono state uccise 800.000 persone. 

Dopo si è verificata un evento quasi impossibile: la riconciliazione. Si sono avviati, come in Sudafrica, movimenti di perdono

Un film, Choose love, parla di questa scelta, di parole d’amore dopo  la violenza. 

Lo testimonia una dei protagonisti del film Choose love che ha vissuto veramente sulla sua pelle la strage e la riconciliazione, dopo il primo  minuto:

E ha scritto un libro.  

Altri fattori possono aver determinato la riconciliazione?

A Kibeho tra il 28 novembre 1981 (eh a 40 anni il 28 novembre 2021) e il 28 novembre 1989 alcune giovani ragazze hanno affermato di avere le prime apparizioni mariane in Africa.

Le veggenti al tempo dell’apparizione hanno raccontato che  quella Signora che si è fatta chiamare Madre del Verbo, come  Avvocata speciale aveva ammonito* sulle cose che stavano per accadere invitando alla preghiera e al perdono mostrando alle veggenti conflitti sanguinosi e stragi. Le veggenti non sono state ascoltate. L’appello alla riconciliazione e precisamente al perdono è stato accolto solo dopo il massacro. La Madre del Verbo  è diventata Nostra Signora del dolore. Si creda o no a quelle apparizioni mi pare che l’appello della Madre, simbolo presente in molte religioni, è un grande invito a presidiare il valore della fraternità, peraltro tra i valori rivendicati anche durante la Rivoluzione francese e presente anche nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Per avere qualche prova di quanto è avvenuto: è un grave elemento indiziario  lo sguardo delicato di questa giovinetta che sembra attraversato da una presenza irresistibile… dal minuto 1 e 47″ al 2 e 58″. merita di essere visto… almeno per bilanciare altri sguardi non sempre benevoli, eh magari anche allo specchio, che incontriamo ogni giorno…

https://www.facebook.com/samer.hajjar.9/videos/10155681963671583

Ci ricorda di fare tutto il possibile per prevenire i conflitti, c’è una giustizia preventiva: è possibile scegliere l’amore, meglio prima,  e vale comunque anche dopo un massacro…

Lo ricordava anche il filosofo del diritto Giuseppe Capograssi nel suo saggio Il diritto dopo la catastrofe, scritto dopo aver subito il ventennio fascista. Ricordava come certa violenza porta ad una situazione

L’individuo non è più un essere intelligente e morale che ha una sua legge e una sua verità: non è che un astratto paradigma di forza”( Opere V p. 483)

e dava tracce di soluzione:

“bisogna aver chiara l’idea della vera e reale situazione attuale dell’umanità, vedere i reali pericoli, e tutte le eventualità a cui l’attuale situazione dell’umanità può metter capo…

bisognerebbe che ognuno, che sente il pericolo, pensasse a rieducare sé stesso, la sua coscienza morale, il senso della legge morale, il senso del dovere verso la vita, il senso della estrema serietà della vita, nel significato più semplice e più elementare della parola. Cominciasse a pensare seriamente a sé stesso, a riscoprire il suo cuore, a mettere in pratica il gran monito del libro antichissimo: “omni custodia serva cor tuum, quia ex ipso vita procedit”.

Da questa vita interiore fissata nelle Scritture (Proverbi 4, 23: Conserva vigile il tuo cuore perchè da esso sgorgano le sorgenti della vita, versetto affisso nel  suo capanno nella foresta nera, dal filosofo Martin Heidegger)  Capograssi  indicava il possibile comune intento tra le persone:

Quanto più si allargherà il numero degli individui che arriveranno a riscoprire e custodire il loro cuore e le sue profonde ragioni, tanto più aumenteranno le eventualità di salvezza. E tanto più tutto questo presente lavorare per il sociale potrà preparare l’avvenire, cioè portare all’umano; ed essere giustificati e compensati tutti i dolori e il sangue che costa la storia contemporanea”. (Giuseppe Capograssi Incertezze dell’individuo in “La vita etica”p. 565-566 )

Abbiamo bisogno di parole più alte, se non sono quelle della Madre del Verbo (esempio di Giustizia preventiva) , almeno verba, parole materne, empatiche quelle che portino se non a fraternità o comunità , almeno al rispetto. E allora, si creda o no, vale il richiamo della Madre del Verbo, della Parola, al modo materno della sua espressione, specie in momenti di crisi. Poi se la maggioranza è contraria  all’amore bisogna lottare per cercare di tornarvi, anche con le parole. Con la generazione di una parola giusta trasmessa con pazienza ed empatia. Servono parole e atti  materni che generino gesti fraterni

In difetto di un cristianesimo esplicito o implicito, vivo dentro i valori che la tradizione biblica condensa nel nome di Dio, senza  il cuore cristiano del perdono,   senza una fraternità,  scatta la trappola del giudizio, umano, troppo umano.   Senza atti materni, senza atti fraterni c’è il rischio di avviare solo inferni, cioé processi di persecuzione e non di difesa, non di   “pieno sviluppo della personalità umana” (art. 3 della Costituzione italiana) …”Senza Dio troppi inferni sulla terra”(J. Ratzinger) 

A riguardo  ne aveva parlato lo  scrittore  Italo  Calvino invitando a trovare e dare spazio a quello che “inferno non è”.

Per dare spazio a quanto inferno non è serve ancora una lotta di tipo particolare che riesce a vedere la presenza del bene già in atto e portarla avanti  nella forza di una personalità che riesce ad intercettare le forze latenti intorno a sé  e nelle persone con cui ci si confronta.

Come nel famoso discorso creato da Shakespeare nella sua opera Enrico V

Il contenuto ovviamente va interpretato e sviluppato.  I discorsi non sono più per vincere una battaglia contro certe persone ma certi meccanismi negativi che dominano le persone. Bisogna  risvegliare con sguardi, impegni personale, comprensione e perdono, in un panorama complesso, le migliori energie e formare comunità di persone che cercano valori condivisi. Serve fermezza contro il male senza la pretesa di possedere il bene, serve disponibilità al sacrificio per amore. Qui ben illustrato

Applicazioni: si può promuovere e praticare una cultura di valori condivisi, educando alla prevenzione dei conflitti e alla potenza del perdono. E bisognerà partire da se stessi.  Se credenti appare opportuno rivalutare il riferimento mariano che permette un sostegno nella crisi  e  offre elementi esemplari, indiziari, per sostenere quell’evento oltre la dimensione umana che è la resurrezione. Per i non credenti è l’occasione per far emergere i propri valori di giustizia, quelli che dovrebbero apparire resistenti  nelle crocevie della vita.

Giorni: 28 novembre, Nostra Signora del dolore

Stato: bozza

 

*

 
On this day, November 28, 1988 in Kibeho Rwanda
“When I tell you this, I am not addressing myself strictly to you, child, but I am making this appeal to the world…”
“The world hastens to its ruin, it will fall into the abyss… The world is rebellious against God…
it has neither love nor peace. If you do not repent & do not convert your hearts, you will fall into the abyss.”
“Do not forget that God is more powerful than all of the evil in the world….The world is on the edge of catastrophe. Cleanse your hearts through prayer. The only way is through God.
If you do not take refuge in God, where will you hide when the fire has spread everywhere?” (Our Lady of Kibeho)





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