Possibilità

24 Disorientamento e Costituzione

dal  disorientamento alla ri-Costituzione:    giuristi, antropologi e santi

Quando c’è disorientamento per i giuristi  c’è un testo fondamentale:  la Costituzione della Repubblica Italiana
Possono  confrontare  le leggi vigenti che verrebbero applicate alle loro vertenze con i principi e i valori fondamentali presenti nella Costituzione. Se c’è contrasto si può ricorrere alla Corte Costituzionale. Non è solo regola di comportamento ma un insieme di valori e di priorità mediante il quale si può leggere e trasformare le situazioni, anche di disorientamento.
In ambito spirituale per le persone che sviluppano pienamente il loro carisma, il loro dono, i santi secondo la tradizione giudaico cristiana, siano canonizzati o meno,  c’è un altro testo fondamentale.  La Costituzione dei santi è  la Sacra Bibbia. 
Per loro diventa non solo un testo di riferimento ma una esperienza di cui fare parte. E così come i giuristi si appoggiano per interpretare la legge  alla Dottrina e alla Giurisprudenza così i santi si accostano alle Scritture assieme ai Padri, agli altri Santi, ai Concili, in una parola alla Tradizione.

Si dirà che certe letture bibliche sono inquietanti e non sembrano  dare risposta e riparo, orientamento davanti al dramma dell’uomo. Senza dubbio alcune parti evidenziano nei fatti  disastri e violenza umana. Ma così riflettono una parte del reale  che non vogliamo vedere  e ci allontanano da visioni di comodo. Proprio in  questo modo vittime innocenti, nella sventura subita,  ricevono un riconoscimento,  una comprensione adeguata, inclusiva e spesso nei racconti gli innocenti prendono la parola. Anche in forza di questa sottolineatura si è formata la teoria più importante del secondo Novecento, la teoria antropologica mimetica, teoria che sul piano dei comportamenti umani  ridà una nuova rilevanza (non letterale) alle Scritture dal punto di vista scientifico. Mi piace ricordare la risposta del teorico che l’ha formata, l‘antropologo Renè Girard

quando la espose ad alcuni studiosi del testo biblico.

Qui la riporto secondo la testimonianza dello studioso Gil Bailie data ad un giornale americano:

La sua presentazione era caratterizzata dalla tipica meravigliosa combinazione di umiltà personale, audacia intellettuale e di sano rifiuto per le devozioni ideologiche che affliggono l’accademia. Dopo il suo discorso, il dialogo cominciò e la prima domanda, per quel che posso ricordare, era qualcosa del tipo: “Professor Girard, ciò che lei sostiene è abbastanza straordinario. Lei sembra suggerire che il potere rivelatore della letteratura biblica sia categoricamente superiore a quello di tutto il resto della letteratura. Ma lei, dopo tutto, è pur sempre un professore di letteratura dell’università di Stanford, no?” La risposta di René fu di una sola parola, e tanto più sbalorditiva per la breve pausa che l’aveva preceduta: “Categoricamente”, disse. L’impressione che si ebbe era che in questa stanza piena di studiosi biblici Girard fosse l’unica persona disposta a fare una tale affermazione.
”                     
Come giuristi possiamo imparare da Girard questo rispetto per il testo fondamentale.
E in ogni vicenda della vita abbiamo bisogno di rispettare   “verità” e di “esigenze costitutive”. Queste ultime espressioni sono del filosofo del diritto  Capograssi e vengono raccolte  in “un nucleo”dal professore  emerito l’avv. Natalino Irti (insegnava diritto privato e teoria generale del diritto alla Sapienza a Roma)  nell’introduzione alla riedizione de La metodologia del diritto del processualista  Francesco Carnelutti.
Poi il rispetto non basta. Perché la propria azione sia incisiva occorre, secondo l’avv. Piero Calamandrei, una vera e propria professione di fede.
Ha scritto Fede nel diritto, con una fede che è diretta  alle norme e all’esperienza giuridica. Allo stesso modo  alcuni santi hanno scritto della loro fede, del loro  Dio che si manifesta nelle Scritture, con i suoi principi e la sua, la loro  esperienza di amore.
Approfondimenti: L’antropologo Renè Girard è da poco entrato nella biblioteca dei Classici del diritto, qui
Per la interconnessione tra l’esperienza giuridica e quella spirituale si veda l’articolo qui http://www.agendagiusta.it/una-ragione-in-piu-per-il-giurista-vedere-la-vittima/
Per uno sguardo fresco e vivace  sui santi è uscito un piccolo libro, appassionato e divertente che sottolinea il rispetto per l’essenziale di persone anticonformiste qui
Contiene  un mio breve contributo sul patriarca Giuseppe.
Senza entrare nel merito del film  qui un video con un interessante elogio del pensiero critico e controcorrente:

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