Articoli, Possibilità

Nella crisi una guida primaria, nell’esperienza giuridica e spirituale:

con Capograssi, Carnelutti e Calamandrei, Borges. L’intreccio con antropologia  e la psicologia

 

Dietro ogni articolo di questa Costituzione o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, in Africa, morti per le strade di Milano, di Firenze che hanno dato la vita per la libertà e la giustizia (Piero Calamandrei, nel discorso agli studenti universitari di Milano nel 1955)

 
(agg. 19.09.2021)
 
Quando c’è disorientamento per i giuristi  c’è un testo fondamentale:  la Costituzione della Repubblica Italiana. Possono  confrontare  le leggi vigenti che verrebbero applicate alle loro vertenze con i principi e i valori fondamentali presenti nella Costituzione. Se c’è contrasto si può ricorrere alla Corte Costituzionale. Non è solo regola di comportamento ma un insieme di valori e di priorità mediante il quale si può leggere e trasformare le situazioni, anche di disorientamento e crisi. Si dirà che in certi momenti il bisogno è anche materiale (a  causa della pandemia) ma rileggere   questo testo può aiutare a comprendere dove riversare le proprie energie. Si sta utilizzando la Costituzione anche per valutare, durante la pandemia, la liceità del green pass ma il problema è prima di tutto medico: il vaccino per il virus offre più soluzioni o apre maggiori problemi?A breve e medio  termine vale forse la sua propositività, a lungo termine ci sono  delle incertezze per i pareri rilasciati dal premio Nobel per la medicina Montagnier e altri medici che insistono sulla sperimentalità del vaccino.
In ambito spirituale per le persone che sviluppano pienamente il loro carisma, il loro dono, i santi secondo la tradizione giudaico cristiana, siano canonizzati o meno,  c’è un altro testo fondamentale.  La Costituzione dei santi è  la Sacra Bibbia. 
 
Per loro diventa non solo un testo di riferimento ma una esperienza di cui fare parte. E così come i giuristi si appoggiano per interpretare la legge  alla Dottrina e alla Giurisprudenza così i santi si accostano alle Scritture assieme ai Padri, agli altri Santi, ai Concili, in una parola alla Tradizione.

Si dirà che certe letture bibliche sono inquietanti e non sembrano  dare risposta e riparo, orientamento davanti al dramma dell’uomo. Senza dubbio alcune parti evidenziano nei fatti  disastri e violenza umana. Ma così riflettono una parte del reale  che non vogliamo vedere  e ci allontanano da visioni di comodo.

Proprio in  questo modo vittime innocenti, nella sventura subita,  ricevono un riconoscimento,  una comprensione adeguata, inclusiva e spesso nei racconti gli innocenti prendono la parola. Anche in forza di questa sottolineatura si è formata la teoria più importante del secondo Novecento, la teoria antropologica mimetica, teoria che sul piano dei comportamenti umani  ridà una nuova rilevanza (non letterale) alle Scritture dal punto di vista scientifico.

Mi piace ricordare la risposta del teorico che l’ha formata, l’antropologo Renè Girard quando la espose ad alcuni studiosi del testo biblico.

Qui la riporto secondo la testimonianza dello studioso Gil Bailie data ad un giornale americano:

 
La sua presentazione era caratterizzata dalla tipica meravigliosa combinazione di umiltà personale, audacia intellettuale e di sano rifiuto per le devozioni ideologiche che affliggono l’accademia. Dopo il suo discorso, il dialogo cominciò e la prima domanda, per quel che posso ricordare, era qualcosa del tipo: “Professor Girard, ciò che lei sostiene è abbastanza straordinario. Lei sembra suggerire che il potere rivelatore della letteratura biblica sia categoricamente superiore a quello di tutto il resto della letteratura. Ma lei, dopo tutto, è pur sempre un professore di letteratura dell’università di Stanford, no?” La risposta di René fu di una sola parola, e tanto più sbalorditiva per la breve pausa che l’aveva preceduta: “Categoricamente”, disse. L’impressione che si ebbe era che in questa stanza piena di studiosi biblici Girard fosse l’unica persona disposta a fare una tale affermazione.
”                     
Come giuristi possiamo imparare da Girard questo rispetto per un testo fondamentale.
E in ogni vicenda della vita abbiamo comunque bisogno di rispettare   “verità” e di “esigenze costitutive”. Queste ultime espressioni sono del filosofo del diritto  Capograssi e vengono raccolte  in “un nucleo”dal professore  emerito l’avv. Natalino Irti (insegnava diritto privato e teoria generale del diritto alla Sapienza a Roma)  nell’introduzione alla riedizione de La metodologia del diritto del processualista  Francesco Carnelutti.
 
 
 
 
Il giurista e psicologo Mauro Scardovelli ha sottolineato l’importanza della Costituzione e il rapporto con l’anima a livello psicologico

 
 
 
 
Poi il rispetto dei valori non basta. Perché la propria azione sia incisiva occorre, secondo l’avv. Piero Calamandrei, una vera e propria professione di fede.
Ha scritto Fede nel diritto, con una fede che è diretta  alle norme e all’esperienza giuridica. Allo stesso modo  alcuni santi hanno scritto della loro fede, del loro  Dio che si manifesta nelle Scritture, con i suoi principi e la sua, la loro  esperienza di amore.
 
 
Tra il Giudice martire Rosario Livatino che era giurista e credente e  Piero Calamandrei credente nel diritto “abbiamo… due prospettive diverse, seppure parallele. Certo, le parallele sono destinate a non incontrarsi mai, ma la sfida può essere quella di farle divenire non alternative bensì sinergiche o addirittura cooperative”. Lo scrive Massimo Paradiso (nomen omen?), professore ordinario di Diritto privato all’Università di Catania nel contributo al seguente link.
Il card. Nicora scriveva di una possibile ” fecondità reciproca” tra religione e diritto. E in questo piccolo sito viene sviluppata mediante l’antroologia iniziata a fine Novecento.
 
Approfondimenti: L’antropologo Renè Girard è da poco entrato nella biblioteca dei Classici del diritto, qui   o qui 
Per la interconnessione tra l’esperienza giuridica e quella spirituale si veda l’articolo qui http://www.agendagiusta.it/una-ragione-in-piu-per-il-giurista-vedere-la-vittima/
 
 
Per uno sguardo fresco e vivace  sui santi è uscito un piccolo libro, appassionato e divertente che sottolinea il rispetto per l’essenziale di persone anticonformiste qui
Contiene  un mio breve contributo sul patriarca Giuseppe.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Qui un altro video straordinario sulla potenza delle Scritture, tratto da un film di David Lynch che evidenzia la rivalorizzazione di un mondo  qualora si rimetta al centro dell’attenzione una persona ingiustamente scartata per il suo aspetto fisico:

Si conferma l’intuizione di Borges: “il volto di Cristo è da cercare negli specchi ove si riflettono i visi umani. Tra l’altro, era stato lo stesso Gesù a ricordare che tutto ciò che si fa «a uno solo dei suoi fratelli più piccoli» affamati, assetati, stranieri, nudi, ammalati e carcerati lo si fa a lui (Matteo 25,31-46). Dietro i lembi spesso deformi dei volti umani si cela dunque l’immagine di Cristo e, al riguardo, lo scrittore rimanda a san Paolo secondo il quale «Dio è tutto in tutti» (1Corinti 15,28). Ecco, allora, l’invito di Borges a seguirlo in questa ricerca umana del Cristo presente nelle facce degli uomini: «Abbiamo perduto quei lineamenti,/come si può perdere un numero/ magico, fatto di cifre abituali;/ come si perde un’immagine/ nel caleidoscopio. Possiamo scorgerli/ e non riconoscerli. Il profilo di un/ ebreo nella ferrovia sotterranea/ è forse quello di Cristo; le mani che/ ci porgono alcune monete/ a uno sportello forse ripetono quelle/ dei soldati che un giorno/ lo inchiodarono alla croce./ Forse un tratto del volto crocifisso/ si cela in ogni specchio;/ forse il volto morì, si cancellò,/ affinché Dio sia tutto in tutti». Scrive Borges nella sua ricerca del volto: Forse un tratto del volto crocifisso/ si cela in ogni specchio;/ forse il volto morì, si cancellò,/ affinché Dio sia tutto in tutti»”(Gianfranco Ravasi,  link)
C’è una suggestiva immagine nelle stesse Scritture che conferma la ricchezza spirituale che può essere ricevuta andando in questa  direzione che orienta e rivitalizza la nostra esperienza, anche quando è particolarmente provata, e non sentiamo la prossimità di chi ci potrebbe aiutare: “E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione dello Spirito del Signore”(2 Corinzi 3,18).
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