Articoli, Possibilità

25 Contro l’agitazione e la confusione:

un ribelle minimalismo… nella moda, architettura e anche  al cinema: nel minimum al massimo in Spy game 

 

(agg. 8 aprile 2021)

Oggi pur nella confusione e nella frenesia che invita alla  continua agitazione resiste il minimalismo, uno stile che elimina ogni cosa superflua e cerca di fare in modo che la forma segua la funzione. A questo principio si è ispirato Ferdinand Alexander Porsche, il designer creatore di auto come la Porsche 911 e orologi come il Titan

Nato con Mies van der Rohe in architettura, il minimalismo è stato applicato nell’arte da artisti come Donald Judd e Enrico Castellani,  sviluppato da alcuni teorici come Adolf Loos per cui “ornament is a murder” (l’ornamento è un delitto). Qui il link ad uno dei massimi architetti al mondo e ci riporta immagini e parole stupende:

Sulla moda si è espressa in modo minimalista prima Coco Chanel poi, nel mondo contemporaneo,  Jil Sander e Miuccia Prada.
Ma il minimalismo ha precedenti illustri nel monachesimo quando per ricercare l’essenziale, la persona raccolta, unificata  semplifica le forme degli abiti e delle abitazioni.


Difficilmente il minimalismo cambierà. Perché non è, del tutto,  una moda. Specie quando diventa un modo per comprendere la sostanza.Qui uno dei siti più autorevoli sul tema: basta cliccare sul questo link

In questo senso un precedente autorevole di questa visione essenziale si trova nel grande mistico  Juan de La Cruz. Anche per lui la sottrazione è una addizione, addirittura una moltiplicazione.

Come scrive mirabilmente Cristina Campo: “Il mistico che ci diede la ratifica tecnica di ogni singolo attimo di vita spirituale, in trattati che nulla hanno da invidiare al più perfetto repertorio scientifico, senza che mai l’ala della parola perda nulla della sua porpora, è S. Giovanni della Croce. Null’altro che una divorante passione di verità informa questi attimi di vita moltiplicata” (Cristina Campo)

Per chi volesse scoprire il segreto minimalista di S.Giovanni della Croce ovvero di Juan de la Cruz si possono leggere alcune pagine contenute nell’agile libro raccolta #Santi ribelli edito da Berica Editrice. Qui sotto un passaggio chiave: una dura sottrazione diventa inattesa moltiplicazione come ha scritto Jacopo Iadarola:

“Giovanni viene rapito da un commando di guardie e incarcerato nel convento dei calzati di Toledo, in una minuscola cella buia e fetida.
È qui che Giovanni imparerà l’altro vocabolo fondamentale con cui Dio disse la sua vita, l’altro ritornello delle sue poesie: noche, noche, noche….
C’era da suicidarsi: in carcere, senza speranza, abbandonato, maltrattato, umiliato…ma sorprendentemente lo Spirito viene a consolarlo. Tramite una canzonetta che Giovanni sente risuonare dalla strada, una canzonetta popolare… che arriva alle sue orecchie: ha una strofa in cui i due innamorati si canzonano: «se non ti vedo muoio»… «e muori allora!» gli canta divertita lei.. .Giovanni di colpo capisce che questa notte oscura in cui si trova, e in cui soccombe (in cui sei stato licenziato, in cui sei stata vittima di mobbing, in cui sei stato mollato dalla tua ex, in cui sei stata tradita, in cui sei andato in burnout…), questa notte può essere un episodio di quella storia d’amore sublime che sognava di vivere con Dio: anzi, forse ne è l’episodio più importante.” (p.40)

Per questo Giovanni scriverà:   “la tua notte è la mia luce”. Anche per illuminare e orientare i nostri passi  dentro le complessità del nostro tempo.

Applicazioni anche per il giurista:

Per il giurista il minimum è importante: sul piano operativo davanti a tante pratiche il giurista si deve concentrare su una di esse e, dopo una riflessione, sull’unica cosa necessaria da fare. Per motivare la propria azione c’è la possibilità di guardare ogni mattina alle proprie vere  motivazioni per esercitare la professione dentro questo minimum che è fondamento e guida. Sul piano del fondamento della professione il  minimum arriva dalla visione del grande Calamandrei. Qui:  http://www.agendagiusta.it/la-responsabilita-di-giudicare-un-inatteso-cruciforme-criterio-difeso-dal-grande-giurista-calamandrei/

La persona meno tutelata invoca la mia protezione e la ispira costituendo, come insegna Cristina Campo, nell’attenzione la mia massima forma. Il minimum aiuta a discernere il nascosto quid pluris che aiuta a sciogliere il quid iuris. Per me la professione mi consente, pur dentro i miei limiti e nel combattimento degli stessi,  di cercare un comportamento che valorizzi  certi ideali, un minimo di esigenze costitutive,  e che  nella concretezza tenti di realizzarli. Quel minimum diventa il maximum. Il Bene supremo. Il segreto della pace. Come ricorda, pur nei suoi limiti, la celebre scena di un famoso film, Spy Game

Giorni: quelli ridondanti di cose, quando si torna a casa, il 14 dicembre S.Giovanni della Croce

Approfondimenti: minimalismo cristiano

Tagged , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *