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In spazi confusi e ristretti l’insegnamento di Gaetano e dei monaci: l’essenzialità e l’immaginazione, poi adottate da grandi architetti, giuristi e dal minimalismo

Vicino al mio studio c’è il capitello di San Gaetano con la statua e la pala del santo di Thiene. San Gaetano è raffigurato con la pelliccia nel dipinto*, era la sua veste da Protonotaio del Papa Giulio II a cui scriveva le lettere. Poi vista la situazione generale della Chiesa di quel tempo pensò di rinnovarla con il suo impegno personale, facendo un passo indietro verso l’essenziale.  Nella pala sulla penombra  c’è anche S.Antonio abate fondatore del monachesimo occidentale

I monaci hanno molto da dire ad una società liquida come la nostra dove è difficile sapere cosa si vuole veramente e si è circondati da troppe cose, oggetti, attività e informazioni spesso false. Ci ricordano il  “mono”: l’unico, il solo, il semplice per aiutarci  a capire la nostra cosa essenziale, il contributo che possiamo dare e  la superfluità di molte cose. Quello che i monaci mostrano di aver fatto solo dopo aver riconosciuto di averlo ricevuto

Il dipinto probabilmente dei primi dell’Ottocento raffigura il nobile Gaetano Thiene nella veste di protonotaio* del papa Giulio II. Già compiuti gli studi ecclesiastici ha una visione di Maria con il bambino. Sulla destra si ritrova la statua donata negli anni Quaranta che raffigura Gaetano nella sua decisione, davanti ad una situazione degradata della Chiesa,  di servire Gesù e i poveri. E abbraccia la sua missione. La ricerca dell’essenziale accomuna grandi personalità. Anche il mio antropologo preferito, come il porcospino, ha un solo, lungo argomento (nel suo caso il tema del capro espiatorio). L’essenziale lo mostra poeticamente, nelle sue opere e nei suoi articoli, un grande maestro del minimalismo,  il grande architetto John Pawson. Qui un articolo esemplare nel suo magnifico journal, dedicato ai giardini di Kyoto. Qui sotto la mia traduzione che spero qualcuno migliori…

Finding limitless space in the gardens of Kyoto

Regardless of their scale, Kyoto’s gardens share a quality of space that serves as a reminder that one doesn’t need to be in a place like Yosemite to experience the feeling of inhabiting boundless landscape. Limitlessness is, as the writer Bruce Chatwin observed in his essay ‘Wabi’, a consequence not of scale, but of the eye’s ability to travel freely — ‘I once went to see a former pupil of Mies van der Rohe, who had put into effect the master’s dictum, “Less is more”. He lived in a spare one-room apartment in mid-town Manhattan. He was a very rich man. All his possessions he kept in cupboards — and amongst them was a cubist Picasso. I recall him saying that if you had to live in a crass, claustrophobic 20th century city; if, outside your door, you were bombarded by the demands of consumerism — “BUY ME! OBEY ME!” — the greatest of all luxuries was to be able to walk, unimpeded by furniture or pictures, around your own bare walls. For, no matter how small the room, providing your eye could travel freely around it, the space it contained was limitless. He was repeating, in effect, the premise underlying medieval monasticism that the monk, who sat in his cell, was free to travel everywhere’.

Trovare uno spazio illimitato nei giardini di Kyoto

Indipendentemente dalla loro scala, i giardini di Kyoto condividono una qualità di spazio che serve a ricordare che uno non ha bisogno di essere in un posto come Yosemite per provare la sensazione di abitare in un ambiente sconfinato. Illimitatezza è, come lo scrittore Bruce Chatwin ha osservato nel suo saggio ‘Wabi’, una conseguenza non di scala, ma della capacità dell’occhio di viaggiare liberamente – ‘Io una volta mi sono recato a vedere un ex allievo di Mies van der Rohe, che aveva messo in pratica l’affermazione del maestro, “Less is more”. Viveva in un ulteriore appartamento  di una stanza in centro di Manhattan. Era un uomo molto ricco. Tutti i suoi beni ha tenuto in armadi – e fra loro c’era un quadro cubista di Picasso. Ricordo lui che mi diceva che se si dovesse vivere in una claustrofobica crassa città del ventesimo  secolo; se, fuori dalla porta, siete  bombardati dalle richieste del consumismo – “Comprami! Obbediscimi “- il più grande di tutti i lussi era poter camminare, senza ostacoli da mobili o immagini, in giro sulle proprie pareti nude. Perché, non importa quanto piccola è la stanza perché il tuo occhio ti dà la possibilità di viaggiare liberamente intorno ad essa e allora lo spazio che la contiene è senza limiti. Stava ripetendo, in effetti, la premessa di fondo del monachesimo medievale che il monaco, che sedeva nella sua cella, era libero di viaggiare in tutto il mondo.

Applicazioni: minimalismo nell’abbigliamento e nell’arredamento, e più in generale è uno stile di vita per riuscire a trovare e dare l’essenziale

Anche per il giurista in generale la soluzione più elegante è quella che prevede l’economia dei mezzi giuridici, il che implica un certo lavoro preparatorio. Ad un uso moderato delle parole invita anche Francesco Carnelutti: “Se vi è una ragione del discredito dell’avvocatura non è perché usano ma perché abusano della parola”. Qui un approfondimento sul silenzio. Nel silenzio si sviluppa una liberante immaginazione.

In certi casi vale il detto sartoriale ” mille misure , un taglio”. Poi ognuno può cercare di scegliere una nicchia e collaborare con altri quando è il caso. E sarebbe interessante, se possibile,  imparare da Giulio II  a scegliere o ad aiutare qualcuno a diventare  come  Michelangelo e Gaetano.

giorni: 17 gennaio:  S.Antonio abate; momenti in cui riscoprire l’essenziale; 11 luglio S.Benedetto; 7 agosto S.Gaetano; casi di calamità in cui si è chiusi a casa.

* lo abbiamo identificato in base ad una ricerca sulla base della pelliccia (da protonotaio papale, Gaetano scriveva le lettere di Giulio II, il papa di Michelangelo) e sui caratteri del volto presenti anche in altri ritratti (qui in Tiepolo)

stato: bozza sviluppata

Video: contro il consumismo che consuma c’è un famoso film. Pur non condivisibile per alcuni aspetti violenti (lo è forse nel nome della catarsi, della purificazione a cui aspira) Fight club è qui riassunto in questo video, anche motivazionale: N.B attenzione alle anticipazioni ( spoilers)  per chi volesse vederlo…

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