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Il dolore e la gioia condivisi nell’Adorazione dei magi di Leonardo da Vinci e nella professione dell’avvocato Carnelutti

Dare per scontata l’importanza di una festività è uno dei modi in cui si allontana da noi il suo grande significato. Il modo in cui la grande arte la illustra può essere l’occasione per ricevere di nuovo il resistente significato dell’evento che si ricorda. Accade anche per l’Epifania, parola che vuol dire manifestazione del divino. L’opera d’arte con cui riavvicinarsi al suo significato può essere l’Adorazione dei magi di Leonardo da Vinci 

L’Adorazione dei magi di Leonardo è una delle opere più importanti nella storia dell’arte. Descrive una speciale natività di Gesù  che in modo speciale evidenzia e cerca di risolvere i nodi tragici dell’esistenza umana. Vediamo come.
Intorno alla sacra famiglia di Maria che tiene in braccio Gesù si svolgono diverse dinamiche, anche il combattimento a cavallo. Il dipinto si alimenta di ricorrenti vicende umane, anche contemporanee a Leonardo.  Nello stesso periodo storico del dipinto si svolge a Firenze la congiura dei Pazzi, cospirazione violenta contro il potere dominante, soffocata nel sangue. Dietro il bambino c’è il il duello tra i guerrieri tra i cavalieri, il  dramma della lotta e della rivalità tra le persone. Qualcuno ne fa le spese ed è a terra. Un albero misterioso è al centro del dipinto e sembra che sia un albero di noce, lo stesso legno col quale verrà costruita la croce di Cristo.  Tutta la violenza  verrà rivelata nella futura Passione di Cristo e Leonardo qui anticipa  in potenza tra gli adoranti la frenesia di coloro che metteranno a morte sulla croce  il Gesù adulto. Nella parte alta del dipinto ne  viene indicata la causa: i cavalieri a duello  mostrano la potenza distruttiva della rivalità umana. Per rivelare e frenare la violenza qualcuno la dovrà esporre e subire.  Il bambino Gesù accetta il dono dell’incenso. L’incenso simboleggia il  futuro sacrificio: Gesù,  cercando  di risolvere il dramma della violenza umana, dopo il tentativo di prevenirla nella sua predicazione,  la subirà nella sua persona.
La  gioia di Maria per la natività non esclude  il dramma  generale e quello del suo bambino. Maria partecipa, riconosce e si alimenta dell’amore che resiste nella futura sofferenza di Gesù vittima uccisa barbaramente dagli altri uomini. E neppure allora Maria si allontanerà dalla croce. In questo riconoscimento, in questa comunione costante di relazione il pericolo della rivalità e della distruzione è sempre incombente, ma questa forza negativa può essere superata da una presenza positiva. Dalla prossimità costante di Maria, dalla sua comunione al dolore.
Con questa ulteriore comprensione possiamo entrare nel luogo della natività come i magi , con Leonardo. Si apre a noi la possibilità di entrare nello sguardo di Leonardo Da Vinci capace di cogliere la profondità e la rilevanza del passo evangelico:  “Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono”(Mt 2,11)…”
“Videro Maria”. Maria sembra non brillare particolarmente per bellezza nella ultima versione visibile dell’Adorazione dei magi presente agli Uffizi, sopra il suo volto c’è una pittura successiva e l’ultimo restauro  copre ulteriormente i lineamenti straordinari con cui l’aveva dipinta Leonardo.
Questo volto si può ammirare solo nel dipinto originale di Leonardo,  qui visibile ai raggi infrarossi.
I lineamenti straordinari e armonici di Maria e soprattutto il suo sguardo tenero e delicato aprono il cuore e l’anima più attenta alla comprensione  delle linee, delle dinamiche della risposta di Dio alla violenza degli uomini.  Ai raggi infrarossi si riconosce una bellezza che non viene da questo mondo inaccessibile a tutti coloro che guardano il dipinto nella sua attuale versione agli Uffizi, inaccessibile alla folla capace di adorare quando tutti adorano ma anche di linciare quando tutti linciano.
E nell’adorazione di Maria, in questo suo sguardo, il dolore che affronta ogni persona viene riconosciuto e  contenuto. Il dolore viene limitato. Maria riconosce in Gesù e in ogni sofferente la vittima innocente e in questa sua partecipazione, nel profondo, Maria appare nella sua più straordinaria bellezza. Visibile solo a chi vuole approfondire. La vera gioia per la natività è quella che contiene anche il dolore di chi è vittima delle violenze delle persone, della nostra violenza.  Leonardo sottolinea la violenza degli uomini per riconoscere nella verità e nell’amore l’innocenza nella vittima e coloro che a partire da Maria vedono, partecipano, in comunione, al suo dolore.  Con questo riconoscimento esplicito ogni vittima può limitare il suo risentimento, nella fedeltà ad un progetto più grande. L’opera ha una enorme ricchezza di contenuti: oltre ad essere un momento fondamentale della storia dell’arte racchiude contenuti e  gesti fondamentali, in particolare quello del bambino che  non si limita a ricevere l’incenso ma lo benedice, lasciando sconvolti tutti, anche Dante e Virgilio. Qui un’analisi sintetica del gesto. 
Per questo  Leonardo stesso (identificato dalla corrispondenza con altri disegni in cui si autoritrae) è presente nell’opera, sulla destra, e sembra invitare lo spettatore ad occupare lo spazio vuoto davanti al bambino

 

 

 

 

 

 

 

La condivisione del dolore caratterizza anche il rapporto tra il famoso avvocato Francesco Carnelutti e il suo cliente. E il grande giurista non si ferma davanti alla sofferenza, ha imparato il modo di attenuarla:

“Né si può stare vicino ad uno sciagurato, senza vivere, molto o poco, la sua sciagura… All’avvocatura io debbo la sfiducia nel giudizio, o la sfiducia nel diritto… insomma la sfiducia nel pensiero… ma insieme la fiducia nell’amore” (Francesco Carnelutti in Vita di avvocato)

Conferma questa idea anche il filosofo del diritto Capograssi: “tutto sta nell’amore: il distacco dall’amore è morte e porta alla morte: il distacco dall’amore è l’Inferno. Il Purgatorio è invece il regno del buon dolore: il regno dell’amore” (19 maggio 1922, lettera a Giulia Ravaglia)

 

 

 

 

temi: la violenza umana, il dolore, l’adorazione di Leonardo, dipinto ai raggi infrarossi, il distacco, il buon dolore

giorni: Epifania

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