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4 Interfacciare il pensiero contemporaneo: tra stile e tradizione: una forma funzionale con Giorgio Armani, i limiti necessari del giurista Capograssi (n.3)

 

Eleganza non è essere notati ma essere ricordati (G.Armani)

 

 

Armani.  La forma al servizio di una funzione. Sostanziale.

Alcune persone hanno cambiato il nostro modo di vestire, lo hanno semplificato e temperato. Come Coco Chanel e Giorgio Armani. Chanel  ha semplificato il vestire delle donne sottraendola a molti orpelli ingombranti e superflui. Armani  ha dato una impronta di leggerezza e sobrietà.  Poi hanno detto anche frasi importanti. Come quella definizione ferma di stile riportata nella settimana del 3 luglio nell’agenda creata per il 2017: “Lo stile è avere coraggio delle proprie scelte, e anche il coraggio di dire di no. È gusto e cultura”.   Armani descrive la sua fermezza nel definire il suo stile, anche in contrappunto all’incomprensione di altri che non sono capaci di accettare subito il suo cambiamento. Per definire gusto e cultura Armani ha detto anche : “Eleganza non significa essere notati ma essere ricordati”. Aggiungerei eleganza significa essere ricordati per un buon comportamento a cui  il vestito può dare adeguata forma espressiva, lasciandosi mettere da parte (“non notati” nella dinamica complessiva). Si crea una buona figura, una figura di servizio dell’azione. Anche memorabile (“essere ricordati”).
Per cogliere la rilevanza vera di questa frase va completata con quella di Leonardo da Vinci: “Forma  virtutem ornat”. Questa frase latina è stata scritta sul retro di una delle opere più significative di Leonardo Da Vinci: il ritratto di Ginevra Benci (Nelle immagini un particolare del retro e il fronte del dipinto)

La forma orna la virtù. La forma sia al servizio di una dinamica, di un movimento propositivo che completa, per meglio comunicarlo. Come Chanel e Armani:  prima hanno semplificato i  vestiti, poi nel loro cambiamento hanno dato  bellezza: gusto e cultura. Scriveva un designer straordinario come Ferdinand Porsche, autore di forme incredibili (dall’auto Porsche 911 al primo cronografo al mondo in titanio, il Titan): “The importance of function over the form”. L’importanza della funzione sulla forma. Al servizio di un buon cambiamento. Perché creare è necessario ma non basta:

Scrive Capograssi:

“La passione è ineliminabile dalla vita; gli uomini si muovono nella vita non col nudo scheletro del loro ragionamento, ma con tutta la loro anima concreta di passioni, di energie, di bisogni. La passione è in certo modo tutto l’uomo: essa pone nell’azione l’uomo nella sua interezza, senso, corpo, utilità, individualità, persona, l’essenziale è che questo concreto e quasi ardente trasporto dell’individualità verso i vari interessi della vita non sopprima la ragione ma segua la ragione”.

Capograssi precisa anche l’esigenza di un autosacrificio che non è solo fatica ma anche formazione nella forma misteriosa dell’espiazione, scaricamento del negativo: “Tutto il problema della passione è questo. La pena viene ad annullare la passione con la passione: ma questa passione è espiazione e quindi è passione buona”. 

Poi Capograssi delinea una ideale funzione dell’autorità oggi non più promossa davanti al relativismo dominante che non riconosce la verità se non in modo molto settoriale e specialistico: “Nella vita l’autorità fa lo stesso: essa cerca di portare la passione che si trova nell’individuo dentro i fini della verità che essa prescrive” (in Autorità e carità)

 

Perché serva una ragione, una espiazione, una verità lo si può spiegare con la teoria mimetica sottolineata dall’antropologo  Renè Girard . La strana inattesa rilevanza del cristianesimo la si spiega riflettendo su uno dei misteri meno approfonditi sul piano antropologico

temi: forma e funzione, bellezza e sostanza, passione e verità, Capograssi,

Giorni: 24 gennaio S. Francesco di Sales, il santo della bontà

 

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