Articoli, Possibilità

Nella confusione applicando la Verità (n.2): i criteri da Benjamin ai giuristi Capograssi, Scardovelli, Rosmini e Gandhi

La verità è il piacere dell’intelligenza (Gomez Dàvila).

Nella confusione contemporanea si è cercato e trovato una resistente presenza della verità: un criterio con il quale smontare molte falsità e avere un appagamento particolare: “la verità è il piacere dell’intelligenza”(Gomez Dàvila). La verità si presenta a noi anche nel mondo contemporaneo e si può cercare di vedere come applicarla, anche davanti ai nemici.

Secondo l’interpretazione dell’antropologo Renè Girard   nella verità storica si rivela la falsità di molti miti, molti racconti in parte fantastici. Essi coprono la violenza scaricata da i carnefici su una vittima innocente. Ma secondo il  filosofo Giuseppe Fornari  non si ha  una clava con cui abbattere tutta la cultura  ma, utilizzando un’espressione di Walter Benjamin, un modo di dar  giustizia, nuova vita alla cultura,  anche a quella parte di verità che i miti contengono (presenti peraltro anche nella tradizione giudaico cristiana). Applicando in modo ampio la definizione di Ulpiano bisogna dare alla cultura il “suo”. Un esempio sono le favole. Le favole non esistono per dire che i draghi esistono. I bambini lo sanno già che non esistono. Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi (Gilbert Keith Chesterton). Lo stesso filosofo Fornari ha cercato di farlo nei suoi ultimi libri: in  Mito, tragedia e filosofia e Catastrofi della politica, 2 libri profondi e complessi. Ha cercato  di rivitalizzare le varie possibilità a partire da una visione del reale consapevole di una  verità che rivela le falsità del mito ma anche l’aspetto vero, umano e creativo del mito stesso.

Il giurista Giuseppe Capograssi  aveva anticipato  due caratteri della verità. Il primo è  la lotta contro la falsità, “contro le apparenze”. Il secondo è il suo luogo: nella coscienza. La parola coscienza è da riscoprire, la coscienza è coscienza delle persone che possono essere nostre  vittime innocenti. In particolare, sul piano delle relazioni, nel saggio Autorità e carità Capograssi invita a  cercare nelle relazioni  la verità che è nel nostro interlocutore. Potremmo accogliere  altre persone cercando di far emergere la verità, la bellezza e l’amore che è in loro attraverso la verità che essi riconoscono o potrebbero riconoscere. Cercando di sviluppare Capograssi e davanti a interlocutori che non riconoscono la verità non si tratta solo di constare o meno la presenza del vero. Alle volte le persone restano nel falso perché non si sentono amati. Per questo il passaggio finale, rivoluzionario  nel cristianesimo è di amare i nemici, non il male ma le loro persone nonostante i comportamenti che le caratterizzano in un certo momento. Come ha realizzato Cristo in croce. Dal male ci deve difendere e quindi dalle persone ma resta l’opportunità di amare interiormente il nemico,  per cercare di avviare un nuovo processo. Come fare? Il giurista e psicoterapeuta Scardovelli fa a riguardo una interessante riflessione: https://www.youtube.com/watch?v=aCyQ8DByJZ4

La distinzione tra anima ed ego praticata oggi da molti esperti della comunicazione è una grande verità e rivitalizza quella distinzione tra egoismo e altruismo, distinzione  che a furia di essere data per scontata e relegata nel campo sempre più ristretto della morale è stata spesso eliminata (mi ricordo come il mio prof. di privato Francesco Galgano pur apprezzando i distinguo aveva posto, riguardo alla legge, il divieto di una rilevanza morale nel nome della relatività  del diritto, e ultimamente tra i giuristi questa idea si va affermando, ha una sua logica ma rischia di eliminare quella  verità che il diritto dovrebbe servire per avere un senso).

Possiamo trovare la verità anche dentro le nostre esperienze giuridiche:  anche nei testi normativi, a partire dall’art 50 del codice deontologico… Antonio Rosmini definisce queste presenze come  “preziosi rottami”. Gli interessi meritevoli di tutela ex art. 1322 del Codice Civile, espressione dei principi costituzionali sono un esempio e un  criterio importante non solo per selezionare i contratti atipici, non previsti espressamente,  che meritano una tutela ma anche le vertenze. Lì dentro, anche lì dentro, come ha sperimentato Gandhi avvocato, tra la civiltà dell’amore e il caos distruttivo c’è una società in movimento costruttivo, talvolta sofferto, talvolta gioioso  in cui possiamo dare un contributo: dare un ordine vero. Anche se apparentemente si è collocati come un surf sull’onda alta bisogna avere fede per realizzare quella parte di equilibrio di cui il nostro assistito ha bisogno. In medio stat virtus diceva Aristotele, eh virtus (vir-vis uomo forza intus dentro), anche per resistere al male.

giorno:  S. Tommaso, 28 gennaio; Presentazione al Tempio (la verità si presenta ed è riconosciuta da Simeone  come luce e gloria cioè come rivelazione del vero e comunicazione di amore nonostante l’odio)

 

 

 

 

stato: bozza

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *