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Un augurio inclusivo rivisitato a Pasqua (2023-4), anche per rimotivare la fede di chi crede (2025 e 2026)

Auguri perchè?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Negato ogni sbocco il calore mutò il carbone in diamanti (Dag Hammarskjöld)

(aggiornamento del 24 dicembre  2024,  ripresa ad aprile 2026)

 

Sommario: 1 Il problema  2 Approfondimenti antropologici  3 Il  senso di un augurio 4 un augurio inclusivo, nelle due forme. 5 la differenza evangelica: la resurrezione ha una dimensione attuale ma anche come primo evento rivelato  ne emergono tracce nell’arte,  in una ricerca aperta, anche scientifica, anche argomentabile  

1 Il problema   L’augurio di ” Buona Pasqua” è spesso occasione di equivoci, alcuni lo ripetono automaticamente, altri, anche per questo, lo considerano irrilevante o irritante. Diventa l’occasione per riflettervi. Prima bisogna  riconoscere l’eventuale sostanza antropologica e culturale delle parole. Di fatto è spesso una vaga rassicurazione sulla vita post mortem che chi professa una fede religiosa   vorrebbe estendere ad altri come pro -memoria, in altri casi è una  consuetudine spesso obbligata che corrisponde al cambio di stagione, in comune c’è l’invito a cogliere lo slancio della primavera che inizia il 31 marzo.

2 Approfondimenti antropologici: il significato al di là dell’ideologia

Per conoscere un eventuale  significato  non possiamo limitarci a rottamare tutto come vorrebbe la vulgata della frase di Nietzsche” Dio è morto”. Molti dicono non è mai esistito e dimenticano la seconda parte della frase di Nietzsche: ” siamo noi che l’abbiamo ucciso”. Possiamo allora guardare alla antropologia sorta a fine negli anni Settanta in Francia, più in generale ai grandi,  giuristi e artisti,  del passato per avere almeno qualche apertura propositiva sulla memoria di questi giorni che consenta di ricomprendere l’eventuale senso e valore dello scambio di auguri

la Passione è rivelazione di una verità che non sempre  ci piace:

39. La rivelazione ed il sostegno alle vittime nascoste nella Passione (n.1):

l’Ultima Cena è anche dibattito magistralmente condotto:

http://www.agendagiusta.it/cenacolo-e-retorsio-argumenti/

è impossibile  poesia, quella che i commentatori d’arte o di religione normalmente non intercettano… 

http://www.agendagiusta.it/contro-la-violenza-i-racconti-della-passione-nello-sguardo-impossibile-ritratto-da-leonardo-da-vinci/

Poi l’avvocato Francesco Carnelutti ha la sua ragionevole fede sul punto più alto della Pasqua, quello in cui alcuni credono quello che altri si limitano a sognare (cfr. Chesterton) con argomenti utilizzati anche dal filosofo  Leibnitz: l’immortalità dell’arte

http://www.agendagiusta.it/la-resurrezione-secondo-carnelutti-le-sue-prove-i-suoi-limiti/

L’avvocato e filosofo del diritto Giuseppe Capograssi ha una sua professione di fede con riferimenti letterari e filosofici imponenti

http://www.agendagiusta.it/credere-al-di-la-secondo-i-giuristi-del-novecento-giuseppe-capograssi-n-2/
Anche alcune presenze femminili sono indicative, al di là di un discorso di fede,  di quanto resta dopo che è passato tutto:

52 Nella società liquida il profumo sofferto dell’atto che resta

3 Il senso di un augurio: 

si tratta di recuperare un augurio che spesso viene subìto o addirittura espulso perché si pensa sia un autoritario imporre idee confessionali peraltro espresso in modo sempre più timido  e non anche possibile  atto di  cultura e antropologia in atto, tradizione vissuta e/o purtroppo anche tradita.   Non si riconosce quello che si promuove e diventa meccanicismo e talvolta ipocrisia, allora si capiscono certe reazioni. Ma se il  cristianesimo storico e  il paganesimo hanno fatto grossi errori  questo non vuol dire demonizzare le idee che li hanno sorretti  e ignorare le richieste di perdono che sono state anche avanzate.  Peraltro non bisogna confondere gli errori di comportamento  che sono propri di tutti gli esseri umani da alcuni valori e principi che caratterizzano la tradizione giudaico cristiana, la cultura classica e il diritto romano. Spesso questa cultura ed esperienza non appartiene agli uomini. Sono piuttosto gli uomini, nei loro momenti migliori, ad appartenervi. 

D’altro lato i credenti di un tipo  spesso  danno per scontato  quello in cui credono  o non credono gli altri e pensano di sapere nei dettagli e implicazioni l’orizzonte in genere abbastanza confuso e in sviluppo  di entrambi

Sia coloro che si riconoscono nella religione cristiana o in altre religioni sia coloro che ne sono distanti possono riconoscere tratti comuni per augurare un  cambiamento propositivo e costruttivo. Quel che si scrive è  anche  una provocazione che può raffinare lo sviluppo sia da una parte che dall’altra:  riflettere sui propri errori  e chiedersi ancora cosa manca nella propria visione, senza demonizzare l’altro come ha fatto storicamente la folla nel corso di un certo Calvario: trasformare chi ha idee differenti nel perseguitato del proprio gruppo, come un capro espiatorio liberante…  Se ognuno può avere le sue idee su verità specifiche  oggetto di fede come la resurrezione  difficilmente si può negare una  verità che emerge antropologicamente, oggettivamente  dalla Scritture o da testi legislativi importanti, conseguenziali o primari che si considerino, condivisi  come la Costituzione. Rilevano l’uomo come vittima potenziale o reale  che può in qualche modo innalzarsi, si abbia o meno una visione confessionale.  La cosa strana nei racconti della Passione è che  la vittima dai 4 racconti evangelici   ha rovesciato il meccanismo di persecuzione, tortura e pena capitale trasformandolo in un luogo dove la vittima ha perdonato i suoi carnefici…

Poi se uno rifiuta queste ipotesi allargate   potrà considerare il suo rischio  di una visione unilaterale se non riconosca libertà di espressione, fraternità e dignità al prossimo che non la pensa come lui. Piuttosto è da valutare l’esigenza di unire nello spirito  le migliori intenzioni per cercare di resistere al tentativo di soffocamento di ogni  cultura e discussione nel buco nero del nichilismo e di un capitalismo senza limiti. Lo hanno sottolineato ad esempio il giurista formatore Mauro Scardovelli e il comunicatore, poeta e filosofo Marco Guzzi. E ci sono varie convergenze che fanno sperare… lo sottolinea, sul tema del divino, lo psicologo Jordan Peterson, psichiatra, una delle figure più influenti in America

Si deve aggiungere, al di là di quanto sostiene Peterson, che la concezione di Dio proveniente dalla tradizione giudaico cristiana e quella più laica come vertice dei valori ha una sua rilevanza in quanto la prima ha un rapporto personale basato anche su particolari segni (sacramenti) e prevede che la vita  non si esaurisca nella dimensione immanente, la tesi è peraltro  ben argomentata (da vari pensatori e giuristi  come quelli indicati: Capograssi e Carnelutti) quindi anche con una responsabilità. Tuttavia poiché la comunicazione con Dio si basa comunque sulla relazioni con altri soggetti, messaggeri del divino (gli angeli della Tradizione), anche incarnati,  le differenze si riducono in quanto nella concezione laica si dà molta rilevanza alle relazioni umane e quindi spesso c’è sempre un incontro con alcune persone che possono essere come  messaggeri incarnati, a tratti e momenti, della Rivelazione presente nella prima tesi

4 un augurio inclusivo.

Qui una possibile  versione dell’augurio nell’esplicazione con rinnovati riferimenti tradizionali e un allargamento tra parentesi :

“Negato ogni sbocco il calore mutò il carbone in diamanti”(Dag Hammarskjöld)

Buona Pasqua nella memoria viva della resurrezione 

Confidiamo che i racconti delle Scritture (o i capisaldi della civiltà) che hanno animato con un  nuovo Spirito(lo spirito giusto),  la storia, l’arte  la civiltà e  anche le leggi (nel loro fondamento nelle loro parti migliori), il suo risorgere  possano sostenere e consolare, nella speranza dei testimoni, nel loro comportamento, nelle loro relazioni, anche momenti senza sbocco apparente, di  dolore,  desolazione e morte. 

Possano essere come la pressione e il calore che guidati  trasformano  il carbone in  diamante. 

Poi come coesistono il carbone  e il diamante coesisteranno inevitabilmente la speranza e la disperazione, la fede e la paura, l’amore e l’odio. Ma come l’uomo può trasformare il carbone così anche lo Spirito del Padre (i principi, i valori, le idee)  che ha(hanno) squarciato  la  tenebra della morte (che hanno sviluppato l’umanità responsabilizzandola)  e ha dato forza nella vita ad ogni vocazione (mission) e pentecoste (ampia visione, anche dei propri errori)  possa creare, anche nell’accoglienza delle persone, nel perdono e  nella preghiera (nel pensiero e nella gratitudine: “denken ist danken”Heidegger),  la pressione giusta per una continuo sviluppo delle persone  e delle cose verso la città di Dio (nello sviluppo incessante che diventa un concreto piccolo passo  che va “dalla bestia all’uomo”cfr H.Hess).  

Sotto la versione più laica:

“Negato ogni sbocco il calore mutò il carbone in diamanti”(Dag Hammarskjöld) 

Buona Paqua, buon rinnovamento!

come la pressione e il calore guidati   trasformano  il carbone in  diamante…

confidiamo che i  i capisaldi della civiltà che hanno animato con lo spirito giusto i grandi cambiamenti nella storia, il suo risorgere davanti alla barbarie, con l’arte, con  la civiltà e  anche le leggi (nelle loro parti migliori),   possano ancora sostenere e consolare, nella speranza dei testimoni, nel loro comportamento, nelle loro relazioni, anche momenti di senza sbocco apparente, di  dolore e  desolazione. 

Possano essere come la pressione e il calore che guidati  trasformano  il carbone in  diamante. “Gli uomini passano le idee restano”(G. Falcone)

Poi come coesistono il carbone  e il diamante coesisteranno inevitabilmente la speranza e la disperazione, il coraggio nella fede e la paura, l’amore e l’odio. Ma come l’uomo può trasformare il carbone così anche i migliori principi, i valori, le idee che hanno sviluppato l’umanità responsabilizzandola  e hanno  dato forza nella vita ad ogni mission e ampio  orizzonte, riflettendo anche sui   propri errori,  possano creare, anche nell’accoglienza delle persone, nel perdono, nel pensiero e nella gratitudine (“denken ist danken”Heidegger)  la pressione giusta per un continuo sviluppo delle persone  e delle cose nello sviluppo incessante che va  “dalla bestia all’uomo”(cfr H.Hess).Si innalzi una trasmissione di resistente significato.

Anche dentro la dura lex, nel cuore ancora pulsante (volendo, potendo) della ratio. 

5 la differenza evangelica: la resurrezione è un percorso artistico, una ricerca aperta anche argomentabile

Nel 2025 ho considerato se ci sono elementi  per sostenere la differenza evangelica, l’ipotesi che una persona morta possa risorgere e quindi nel caso di Gesù entrare in una dimensione  nuova dell’esistenza (diversamente da altre persone da lui risorte che rientrano in questa vita)

 Nel 2026, dopo la morte  di Vittorio Messori, (avvenuta il venerdì santo del 2026) il giornalista scrittore che cercò di difendere il cristianesimo, vedo di ricapitolare qui alcuni indizi dell’evento della  resurrezione. Sono motivi indiziari che sono trascurati nell’esperienza religiosa ma andrebbero riconsiderati. Sono di due tipi:  a)la resurrezione come evento storico del passato che si spera possa ripetersi anche se è una storia particolare al confine tra due forme diverse di  esistenza, b) la resurrezione come trasformazione sperimentabile anche nel presente

  Qui ne segnalo alcuni con brevi cenni che devo puntualizzare:  

Le testimonianze personali del passato, le fonti documentali , i 4 Vangeli e altri passi delle Scritture

il terremoto così ben ricordato da Robert Barron nel 2026 (Matteo 28,2) e anche da questo sito di cattolici europei  che ben ricordano i due terremoti  eguali nella terminologi usata  tra morte (Mqatteo 27,51-54) e resurrezione di Cristo

La resistenza dei testimoni cristiani, anche oculari, come San Paolo, e tanti  capaci come lui, anche senza aver visto, poi di affrontare il martirio per poter trasmettere quella testimonianza(V.Messori) 

Il supplemento conoscitivo che emerge dalla Passione che precede la resurrezione riconoscendo la vittima innocente(R.Girard), solo così possiamo essere consapevoli  del pericolo e vedere la vittima, cioè il nostro bersaglio quando siamo parte della folla e noi come bersaglio della folla quando non vi apparteniamo

Il cambiamento del passato nel perdono (unicum del cristianesimo che libera dal passato per H.Arendt; nei Vangeli  il perdono c’è anche prima della Passione, ma nel Cenacolo e sulla croce esplode come una fissione nucleare (come  ha sottolineato Joseph Ratzinger definendola la ” rivoluzione di Dio), lo hanno rilevato i dettagli dei capolavori dell’arte (Raffaello, Leonardo e Michelangelo secondo G.Fornari).

L’esperienza di conversione(Origene) con un nuovo sguardo sulla vita riflette quella della resurrezione, anche in una lotta continua con il comodo (Ilario di Poitiers), lá dove ci si trova(M. Buber e Sammy Basso)

Le esperienze narrate nel Vangelo sono transitive(come mostra oggi la comunicazione di L.M.Epicoco ): gli eventi narrati possono essere calati nella nostra vita 

La promessa mantenuta (corrispondente nei rapporti umani nel diritto con il principio del pacta servanda valorizzato da H.Arendt per garantire il futuro) da Dio (altrimenti chi considera il Dio Creatore dovrebbe ribellarsi come i replicanti in Blade Runner…)

Fisica quantistica(Jean Guitton e i fisici Bogdanovich)  è prevalente l’immaterialità in quanto si percepisce

 Alcuni aspetti della ricerca di Federico Faggin (dopo la morte del corpo la permanenza di libero arbitrio e coscienza, addirittura preesistenti). Qui la più recente integrazione tra testimonianza biblica e questa ricerca scientifica, una fase esplorativa che merita prudenza  ma mi sembra interessante per l’approccio dialogico e non giudicante, un indicatore verso una memoria  consapevole che la Tradizione è il ramo su cui siamo seduti

Le apparizioni mariane dove Maria viene in soccorso della nostra incredulità. Come nel 1917

L’ira dell’agnello secondo la lettura di G.Fornari. una figura che attraversa i secoli e l’avvenire ed è indiziaria della resurrezione.

I segni: “Il Signore è vivo e rimane con noi. Attraverso fessure di risurrezione che si fanno spazio nelle oscurità, Egli consegna il nostro cuore alla speranza che ci sostiene: il potere della morte non è il destino ultimo della nostra vita” (Papa Leone, omelia pasquale del 5 aprile 2026).

L’esperienza attuale avvertibile in alcuni momenti e a tratti nella relazione con le persone 

La gioia dell’esperienza spirituale condivisibile cioè di una dimensione di massima relazione con alcuni passi delle opere di scrittori che non vivono più questa vita(mi è capitato con alcuni passi delle Scritture, le opere di Jean Guitton, Renè Girard, Francesco Carnelutti e Giuseppe Capograssi) e l’accoglienza ricevuta in alcuni ambiti da persone che interagivano con questi messaggi

la dinamica delle Beatitudini(Gil Bailie) che fanno sperimentare, con il punto di vista delle vittime, in chi vi crede, esperienze difficili ma anche liberanti. “Hints of resurrection”

Resiste come argomento principale nelle narrazioni e nei movimenti ecclesiali l’effetto attuale della resurrezione: il Cristo è oggi vivo tra noi perchè risorto. Tuttavia è un passaggio da chiarire come  questa persona sia presente, la tradizione indica lo Spirito del risorto ma è da chiarire come si possa concepire, anzi come possa muovere le persone concretamente. In questa fase si può inserisce una ulteriore riflessione su come si realizza l’incarnazione… ma è il tema di un altro mistero, 50 giorni dopo la Pasqua 

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Stato: nascente esplorativa  bozza inclusiva