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Raffaello e il drago di San Giorgio, la mostra e spunti per una resistente difesa, anche dal virus

A 500 anni dalla morte di Raffaello  quest’anno si svolge la mostra alle scuderie del Quirinale  link. Nell’immagine ad opera di Raffaello si rappresenta  la lotta di San Giorgio  e il drago. La Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, una raccolta di storie dei santi,  tramanda che San Giorgio, un martire cristiano,  abbia affrontato un drago per difendere la principessa (sullo sfondo a destra) che era stata destinata a placare il drago con il suo sacrificio.

L’episodio è presentato da vari artisti tra cui  Carpaccio .

Paolo Uccello evidenzia più degli altri la difesa della principessa

Lo scrittore inglese Chesterton ha commentato con acutezza l’episodio della sconfitta del drago: “Le favole non dicono ai bambini che esistono i draghi, i bambini già lo sanno, le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti.” (Gilbert Keith Chesterton).

Vincere il drago simbolo del male implica tuttavia la disponibilità a lottare alle volte con un nemico preciso, altre volte con problemi nella comunicazione. Spesso si pensa che se qualcuno si richiama ai buoni valori di cui anche il cavaliere  é stato portavoce implichi cedevolezza e buonismo. Invece come rileva il massimo dei coach mondiali, Stephen Covey, implica una precisa forma e forza interiore: il carattere.  La fedeltà ai valori implica resistenza al male. 

Per questo la sorella del grande pensatore Pascal ha detto: “il nostro primo dovere è l’umiltà, ma l’umiltà senza fermezza è debolezza” (Jaqueline Pascal).

All’isola di San Giorgio  a Venezia Francesco Carnelutti teneva negli anni Cinquanta delle lezioni in cui commentava i grandi temi della vita usando sia la sua fede cristiana sia la  ragione. I vari libri pubblicati nella collana La voce di San Giorgio avevano anche un coraggioso stemma: 

Applicazioni: davanti alle malattie molti medici sostengono che per lottare contro il virus uno dei modi migliori è visualizzare e distruggere mentalmente il virus. Se per la pressione mediatica vediamo il virus come un drago ridimensioniamolo con la scienza e nell’immaginazione vediamo anche San Giorgio con la sua spada (e quindi, in attesa del vaccino, le nostre attente protezioni).

davanti alle controversie legali: la lotta e la fermezza di San Giorgio che sono trasmessi nella tradizione e nell’arte sono necessari per motivare e sostenere le fatiche quando bisogna opporsi al male subito. Resta da valutare, vista la difficoltà e l’inefficienza della macchina della giustizia  quale sia la strada migliore per lottare, per evitare in certi casi oltre al danno subito anche la beffa di dover pagare inurtili spese processuali. Spesso la via migliore non è processuale ma piuttosto una via che, affrontando il drago, ne ridimensiona la potenza:  la comunicazione migliore, l’economia o la ricerca (ad esempio come ha mostrato  Elon Musk: cercare di essere più avanti di imprenditori che anche slealmente si limitano a copiare le sue idee)

Come  sostenere una difesa interiormente? Qualora si riesca a vedere la vittima innocente da salvare c’è  la consapevolezza di opporsi ad un sacrificio umano. Poi ci sono emozioni che possono arrivare oltre che dall’arte rinascimentale anche da  contemporanei spunti storici, cinematografici  e spirituali. Con simboli affascinanti queste esperienze possono  rinforzare ed interiorizzare la difesa, ad esempio con le vicende della storia e della cavalleria:

http://www.agendagiusta.it/?s=Crociate

a partire dall’investitura del cavaliere:

Impotenza e difesa dal male. Imparando da Raffaello e dal film Le crociate(1)

giorno: S.Giorgio, 23 aprile

2 thoughts on “Raffaello e il drago di San Giorgio, la mostra e spunti per una resistente difesa, anche dal virus

  1. Grazie Mirko, il tuo contributo va oltre la conoscenza, assume un significato sospeso tra la quotidiana professione ed i valori a cui quest’ultima si ispira. Penso che il drago raffigurato da Raffaello coincida con le nostre preoccupazioni e con le nostre debolezze, il “male” talvolta è fluido e superficiale (nel senso che ricopre la superficie senza occuparsi del profondo) in tal modo lo sottovalutiamo, pensiamo di poterlo superare agevolmente che non possa inquinare i nostri valori, alla fine diventa pervasivo, il “panorama“ che si percepisce dall’esterno diventa desolante. È vero i bambini sanno che i draghi esistono quasi naturalmente senza dover offrire loro particolari spiegazioni, gli adulti hanno il dovere di sconfiggerli per dare dimostrazione che si può riuscire in questa impresa…non solo nelle favole. Grazie per la qualità del tuo sito e per gli spunti d’ispirazione che si colgono dai tuoi post.
    Mauro Contin

    1. grazie Mauro. hai colto il tentativo di ponte tra superficie e valori. Se si dimenticano i valori portanti e importanti scattano dinamiche negative che il drago simbolizza. E la dinamica solo economica o solo di prestigio diventa portante mentre invece da sola, senza idee non si regge. Possiamo cavalcare dinamiche costruttive ma mai dar per scontato il fine, il senso che va vagliato continuamente. Come puoi vedere ad esempio stasera 26 aprile in un grande film su rai3: Blade Runner 2049. Per apprezzarlo meglio va visto Blade runner del 1982 e i 3 lungometraggi che uniscono meglio i due film che ci sono su youtube. Sono favole moderne ma evidenziano i fondamenti del reale, i pericoli dell’intelligenza artificiale. Ad un certo punto quando gli umani rifiutano i fondamenti le macchine della fantascienza, ritratte da guidate da una sapiente(umana) regia richiamano l’uomo all’essenziale. grazie per l’apprezzamento. Mirko

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