L’attualità dell’esperienza e del messaggio innovativo, anche costituzionale, di una bambina chiamata Giacinta.
Fare sacrifici personali per rinnovarsi, amando e difendendo le persone. Anche con una preghiera
(aggiornamento 20 febbraio 2025 e ritocchi nel 2026)
il 20 febbraio 1920 è venuta a mancare per la febbre spagnola Giacinta Marto, una bambina che non aveva ancora compiuto 10 anni. Giacinta aveva affermato di aver visto insieme ad ad altri due pastorelli la Madonna nel 1917. La sua vita dopo l’apparizione mariana ha avuto un improvviso cambiamento: Giacinta non cercava più il divertimento ma orientava le sue opere a beneficio di altre persone, amandole. Lei aveva appreso questo principio nella tradizione religiosa confermata dall’apparizione mariana (“Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori; tante anime finiscono nell’inferno perché non c’è chi preghi e si sacrifichi per loro”). Questa epoca ci ha portato grandi comodità ma questo ci rende anche delicati e vulnerabili. Il sacrificio allora aiuta a ritemprare l’uomo. Per questo questo messaggio controcorrente non riguarda solo i credenti: nel suo caso Giacinta offriva le sue sofferenze perché altri si convertissero alla sua fede religiosa. Ma qualcosa di simile avviene in altri campi, c’è una legge di sostituzione: una persona si sostituisce ad altri perché soffrano di meno o abbiano beneficio. il principio è stato confermato anche da Viktor Frankl, il grande psicologo sopravvissuto al lager; ha insegnato l’importanza del sacrificio, quando ha visto alcune persone resistere alla violenza nel campo di concentramento offrendo la propria sofferenza a vantaggio di altre persone (aveva visto un marito resistere meglio e trovare significato nel campo di concentramento offrendo la sua sofferenza a vantaggio della moglie, ne seguì l’esempio confidando costruttivamente di portarne la sua testimonianza agli altri). Questo dà un nuovo significato ed uno slancio alla propria esistenza, come è successo durante il processo più noto della storia. Si tratta di un aspetto praticato dai migliori lavoratori, sia dipendenti che imprenditori, ed è stato uno dei segreti del miracolo Nord Est, con una applicazione economica nel senso che qualcuno faticava perché altri, i familiari, ne ricevessero i benefici. Non è il sacrificio degli altri, il sacrificio alla divinità pagana( del piacere, della comodità), così attuale nelle sconvolgenti rivelazioni del caso Epstein(2026) ma il sacrificio di se stessi per gli altri, come espressione, necessaria in certe circostanze, del vero modo di amarli
Sul piano giuridico la necessità del sacrificio è affermata anche dalla nostra Costituzione: “l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”(art. 1). Il mio lavoro si basa sul meccanismo del sacrificio del mio tempo e della mia energia. La retribuzione è l’altro autosacrificio di chi vuole far propri gli esiti del mio lavoro. E quando il lavoro è ben orientato non solo è costituzionale ma é anche costitutivo della propria identità e come un ri-costituente. Tra i giuristi sia Capograssi sia Natalino Irti (che nel 2022 sul Sole 24 ore stava ripensando temporaneamente il suo nichilismo giuridico con alcune concessioni, non risolutive, ad antiche vestigia) riconoscono per la persona la necessità di un “nucleo di verità e di esigenze costitutive”, riflessi anche nel lavoro. Ri-costituenti.
Giacinta poi sembra aver ricevuto altri messaggi controcorrente sempre validi non solo per chi ha delle credenze specifiche ultraterrene, ma, fondati su una loro logica, valida anche per chi sa, come ha scritto il filosofo Kant, che non si può utilizzare l’altra persona solo come mezzo. C’è bisogno anche di ordine. Anche se in una visione laicista oggi si vuole ridimensionare le debolezze umane e una visione ultraterrena(su cui peraltro ci sono gli indizi di esperienze pre-morte e la fede anche laica di alcuni autorevoli personalità come Federico Faggin), i milioni di bambini abortiti ogni anno sembrano ricordarci con gravità il significato e la responsabilitá di certi gesti di massima comunione fisica con un’altra persona (74 milioni di aborti ogni anno link,). Se la maggioranza li compie senza responsabilità questo non vuole dire che siano giusti. La grande pensatrice Hannah Arendt poneva il problema del pericolo costituito dal principio di maggioranza che può fissare regole obbligatorie ingiuste , almeno dal punto di vista del bambino che è stato concepito. Anche se si appartiene e si costituisce la maggioranza bisogna vedere e fare i conti responsabilmente con le proprie vittime, certi gesti sono fatti per amare, non per uccidere. Resta il problema di chi come donna subisce in certi casi la violenza ma il nascituro è estraneo alla violenza…

giorni: 20 febbraio, 2 giugno (festa della Repubblica)
Applicazioni: per amare certi valori e principi bisognerà rinunciare a molte comodità e rassicurazioni quando il Governo pretende di dare diritti solo con la rinuncia dei valori in cui il cittadino crede secondo il dettato costituzionale e le raggiunte conoscenze scientifiche (come è accaduto a febbraio 2022 con le esagerate misure restrittive imposte alle persone solo in Italia e diversamente dagli altri paesi europei, poi oggetto di indagine da una Commissione governativa. La Commissione istituita è giunta a risultati sorprendenti nell’istruttoria (25 marzo 2026) mettendo in evidenza con la massima autorità scientifica che il vaccino non andava somministrato ai guariti e la terapia adottata come protocollo all’insorgenza della malattia non era corretta (ultimi due minuti qui )
Stato: bozza
Aggiungevo nel 2025 questo invito alla preghiera a S.Giacinta oggi 20 febbraio 2025 mentre avevo un amico caro molto ammalato in una struttura sanitaria adeguata. In certe situazioni non resta altro, la consolazione che la morte sia la fine di tutto non appaga il nostro cuore, specie coloro che al malato sono legati. In certi casi peraltro accadono anche eventi impensabili. Chi crede può credere e e sperare fino in fondo. Ci sono buone ragioni per andare oltre dopo la morte, ma si puó sperare che sia possibile anche prima, quando accade, dopo una preghiera collettiva, la rara guarigione impossibile, come in questo film basato su una storia vera:
In un sito trovo questa preghiera:
“Santa Giacinta Marto, veggente di Fatima, ora che tu sei beata in Paradiso, dopo aver sofferto molto alla tua giovanissima età, aiutaci ad essere anche noi generosi verso il Signore ed il prossimo come lo eri tu!
…*
Fa’ che comprendiamo che qualsiasi nostro più piccolo sacrificio offerto al Signore con amore ha un grande valore ai suoi occhi.
Santa Giacinta Marto, proteggici sempre anche durante la nostra vita terrena, e possa tu intervenire per i nostri cari ammalati. Intercedi per noi, per i nostri cari, per gli amici, per i conoscenti e per tutta l’umanità, affinché aumenti la nostra fede, la nostra speranza e la carità e assistici durante la nostra ultima ora, insieme a Gesù, Giuseppe e Maria a tutti gli angeli ed ai altri santi”
*la preghiera ha anche questa frase molto difficile da accettare: “Aiutaci, come facevi tu, a meditare sull’eternità dell’inferno per poter anche noi pregare con vero amore per tutti affinché non si dannino”. Questo riferimento oggi poco popolare può lasciare molti perplessi davanti alla ipotesi di una pena infinita. Ma sono state ipotizzate varie soluzioni per sostenere la rilevanza di questo stato dell’anima come freno alla responsabilità umane – non fermate dal sistema penale (vedi femminicidio) – ed il suo limite. Peraltro è una situazione che in certi momenti si sperimenta anche in questa terra, come sottolinea lo scrittore Calvino. Una delle sue opere più importanti, Le citta invisibili, si chiude con questa citazione: “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”


