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L’arte del dubbio, al di là di ogni ragionevole dubbio…(24 giugno)

“Non sono uno che dubita. Però sono uno che fa domande”. “E che differenza c’è?” “Be’, secondo me chi fa domande vuole la verità. Mentre chi dubita vuole sentirsi dire che la verità non esiste” (Sunset Limited, CormacMcCarthy).

 

Il dubbio è una dimensione professionale ed esistenziale, un’opportunità da cogliere e un problema da superare.

Per il magistrato scrittore Gianrico Carofiglio c’è L’arte del dubbio. Numerosi lettori, oltre la cerchia degli specialisti, iniziano a leggere  un iniziale quaderno di diritto processuale penale che spiega la tecnica dell’interrogatorio. Un nuovo editore porta Carofiglio a ricavarne un nuovo volume privato delle parti giuridiche più pesanti e diventa un  grande successo. La lettura è istruttiva per il professionista ma è appassionante per tutti. Il piacere della lettura si pasce del modo in cui insegna a colpire certe ricostruzioni avversarie sollevando un dubbio che si insinua mortalmente sulla tesi avversa.  Il dubbio può essere strumento che  svela menzogne. Ma si evidenzia come il dubbio può essere utilizzato anche per minare la verità di quanto avvenuto in nome di una possibile diversa verità processuale(alle volta basta fermarsi al punto giusto, prima della possibile enunciazione della verità dei fatti p.10). Purtroppo bisogna riconoscere che  quando in un processo prevale una tesi, una verità processuale  qualcuno ne paga il prezzo, c’è una vittima. Lo sapeva anche Gandhi quando era avvocato: “Dover iniziare una causa è una sconfitta, perderla è una tragedia” E spesso a pagare non è la menzogna ma la verità. 

In generale il dubbio  può essere anche il limite, lo scudo verso un accanito sistema accusatorio: in dubio pro reo. Ma, per quel che mi risulta  almeno a livello penale il principio è poco praticato: la  perizia tecnica arriva anche a  travolgere ogni principio di buon senso e ogni dubbio residuale: la tecnica sovrasta il convincimento del Giudice e dunque il processo.

In generale il dubbio può essere anche un problema. Il processualista Francesco Carnelutti lo trova in un posto sorprendente. Quando spiegava le Scritture in modo coraggioso ai colleghi (all’isola di S.Giorgio a Venezia, alla fondazione Cini)   il problema del dubbio. Il dubbio investe Giovanni  Battista incarcerato. Il precursore, incerto sull’identità divina di Cristo: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?». Gesù rispose: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete:  I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella,  e beato colui che non si scandalizza di me»(Mt 11,3-6). La risposta del Cristo è l’attenzione ai segni emergenti, un metodo estensibile forse anche alla dimensione professionale (leggendo bene tutti i documenti nel processo) ed esistenziale della vita. Ma il dubbio può essere anche ostacolo per la professione.  Quanti sono stati attanagliati dal dubbio di fare un poco rispettato mestiere diventato estremamente complesso?  Il dubbio come problema infatti non riguarda solo l’esito del processo o  la professione di fede (e si crede anche nel diritto come constatava Calamandrei) ma anche la professione  forense. Abbiamo ancora fede nel diritto e nella professione forense? Nella giustizia?

 

Il dubbio è anche l’opportunità che può portare a Perfezioni provvisorie: come nel titolo e alcuni momenti di un noto romanzo di Carofiglio, quando la soluzione dell’enigma si trova mettendo in dubbio una abitudine diffusa. Il dubbio:  una sfida e un peso contro cui lottare. Ma se si passa attraverso il dubbio e si resiste c’è anche la possibilità di spegnere facili entusiasmi trovando una resistenza superiore: 

L’anima deve aprirsi all’invasione di ciò che le è estraneo, rinunciare a difendersi, favorire il nemico, affinché il nostro essere autentico sorga e si mostri, non come una fragile costruzione protetta dalla nostra timidezza, ma come la nostra rocca, il nostro granito incorruttibile. (Gomez Dàvila)

 

Resta per pensare il consiglio di un altro libro di Carnelutti:  Il  canto del grillo.  “Il grillo canta perché gli uomini ascoltino il silenzio e, da esso, traggano il valore della parola”. Sembra dura fermarsi e ascoltare. Bisogna andare controcorrente cercando di capire la sorgente vera della propria elettricità. Ma forse solo  allora siamo vivi.

Mostra nel dubbio il gusto della sfida nella professione Carofiglio.

Mostra oltre il dubbio la possibilità di un fondamento resistente Carnelutti

 

Qui il link al libro di Carnelutti che tratta anche di Giovanni il Battista e qui in sintesi o più ampiamente  un’idea illustrata per dare un senso alla professione, al di là, forse,  di ogni ragionevole dubbio…

 

stato del post: bozza in principio

giorni: momenti di dubbio, natività di Giovanni il  Battista (24 giugno)

Video: a sciogliere almeno in parte, sul piano almeno storico, il dubbio di Giovanni Battista un emozionante videoclip da un film contemporaneo con l’interrogatorio ad un agente della Squadra Omicidi che interpreta sè stesso:

 

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