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La resistenza del leone di Marco. L’importanza dell’interpretazione

Oggi 25 aprile si ricorda San Marco Evangelista, autore di uno dei quattro Vangeli, patrono di Venezia. Una frase evocativa e suggestiva dello scrittore argentino J.L. Borges tratta dal suo Il Vangelo di Marco (link al racconto qui) può aiutare tutti a comprendere  la profondità e il significato attuale del messaggio che ci viene da S. Marco

“Gli venne in mente, inoltre che nel corso del tempo gli uomini hanno sempre ripetuto due storie: quella di un’imbarcazione sperduta alla ricerca di un’isola amata nei mari mediterranei, e quella di un dio che si fa crocifiggere sul Golgota”(J.L.Borges all’interno de il manoscritto di Brodie nel racconto“Il vangelo di Marco)

Secondo Borges nel corso della vita ogni uomo è in ricerca di una situazione che lui ritiene ideale. E nel corso di questa ricerca ci sono anche momenti di smarrimento, di tempesta e quindi di naufragio che fanno perdere la fiducia come è successo anche all’evangelista Marco. Per superare queste situazioni occorre non perdere  la speranza nel futuro.

Nell’evangelista Marco che, secondo tradizione fa naufragio e perde la fiducia, resiste  la speranza e il suo futuro luminoso sarà confermato dal messaggero di Dio cioè  da un angelo che gli appare e gli fa ritrovare la pace dopo la tempesta

Qualcosa di analogo accade anche nell’episodio della tempesta sedata. Cristo sembra dormire ma, chiamato dagli apostoli, seda il vento e le acque. Jean Guitton, il grande filosofo del Novecento diceva al Presidente di Francia Mitterand che cercava di trovare una pace dentro l’inquietudine: ”cicatrici, naufragio…c’è tutta la vita in queste due parole… chi è che nella vita non ha fatto naufragio?”. Arriva la pace ma dopo la tempesta.

Vediamo ora la seconda parte della frase di Borges:  la storia di un dio che si fa crocifiggere sul Golgota.

C’è la consapevolezza di un momento necessario di sofferenza e morte per dare testimonianza della verità. Come accade all’apostolo Marco che fu martirizzato. Lo stesso accade nel racconto di Borges: uno studente universitario, ospite del cugino in una tenuta agricola,  in sua assenza, legge il Vangelo di Marco ad alcuni  fattori che,  alla fine, lo crocefiggono. Hanno interpretato in modo brutale il Vangelo (qui un approfondimento che esamina con acutezza  questo fraintendimento)

Applicazioni: non ci sono situazioni perfette, zone di comfort durevoli. La fragile bellezza di Venezia, di Marco, delle loro storie è  sempre attaccata… ma il leone insegna qualcosa. La forza dello spirito amante e  guerriero di Marco, faticosamente tenuta nella giusta direzione, resisterà  nella storia.

Approfondimenti: Consiglio a tutti la lettura dell’affascinante e misterioso racconto di Borges, anche per ricordare le difficoltà e i rischi di comunicare un messaggio. Per i giuristi potrebbe essere l’occasione per comprendere come i tipi di interpretazione di un testo normativo, letterale e teleologica (in relazione al fine della norma) possano essere applicati anche ad un testo religioso (il Vangelo di Marco*) o letterario, e forse a molte altre situazioni chiedendoci: quale è il fine vero per cui stiamo lavorando e vivendo?

Il racconto di Borges nella frase sopra citata  interpreta e coglie la forza ricorrente di certe dinamiche nella storia: nella navigazione la ricerca di trovare e comunicare l’infinito, nella crocifissione  la persecuzione collettiva. Nelle sottili allusioni, nell’apertura al mistero, nel significato che possiamo cogliere anche per la nostra vita la violenza può non essere l’ultima parola.

temi: grande letteratura, Borges, l’interpretazione decisiva

giorno: 25 aprile

discussione ulteriore: chi volesse approfondire il tema scriva un commento e gli risponderò

 

* in vari episodi delle Scritture una persona può diventare l’interprete decisivo di un altro episodio precedente incompreso ad alcuni depressi lettori. Come accade a Emmaus (Lc24,13-45) o all’eunuco illuminato dalle parole di Filippo(At 8,26-40): in entrambi i casi la persecuzione collettiva viene riconosciuta difendendo la vittima, l’agnello di Dio.

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